Carissimi amici e compagni,

Prima di tutto... buon anno!

Viscrivo per aggiornare quanti di voi non hanno potuto partecipare alla
conferenza di Bruxelles sulle mutilazioni genitali femminili e per farvi
anche alcune proposte.
La conferenza è stata un successo ed un passo importante verso una strategia
coordinata per l'eliminazione delle mutilazioni genitali femminili. In
questi giorni stiamo ricevendo numerosi messaggi e richieste di informazioni
da tutto il mondo, a riprova del fatto che questa iniziativa è sentita molto
anche a livello nazionale e non solo in Africa o nei paesi in cui le
mutilazioni vengono praticate.
L'intuizione di Emma ha colpito ancora nel segno: le donne africane sono
molto attive politicamente nei propri paesi e in quelli in cui sono
emigrate, e sono molto determinate nell'organizzare gruppi di iniziativa e
di informazione.
Per vedere la registrazione video dell'evento collegatevi al sito di Non c'è
Pace Senza Giustizia all'indirizzo www.npwj.org

Come sapete questo progetto viene portato avanti in partnership con AIDOS e
altre otto organizzazioni africane, cosa assolutamente innovativa visto che
fino ad ora non era mai successo che africani ed europei lavorassero insieme
su questo fronte. Anzi, generalmente l'interesse "occidentale" suscita un
certo irrigidimento in chi questo problema lo vive sulla propia pelle e,
come è comprensibile, le iniziative esterne vengono valutate con cautela.
Ecco perchè Emma ha deciso di impostare la campagna a supporto delle
attività delle nostre partner anche coinvolgendole direttamente nelle
iniziative europee ed italiane.

In Italia c'è molto da lavorare. Sono depositate alla Camera e al Senato due
proposte di legge piuttosto rigide (Lega e AN) tutte orientate alle sanzioni
penali, cosa che - come avete potuto sentire a Bruxelles - non è affatto
utile nè tantomeno può costituire un deterrente. Per questo, parlandone con
Emma, Gianfranco, Sergio e Daniele, riteniamo che un forte segnale debba
essere dato su tutto il territorio a partire proprio dalle regioni e dai
comuni italiani, i primi ad essere coinvolti e ad avere la necessità di
capire come affrontare questo problema sia dal punto di vista legislativo
che, soprattutto, dal punto di vista sanitario.

Ma tutto questo, questo intervento politico sul territorio, non può essere
compito solo di Non c'è Pace Senza Giustizia: questa è una opportunità di
iniziativa politica che può essere colta dai militanti radicali, che possono
contare sul braccio transnazionale di Non c'è Pace. I prossimi mesi si
prospettano pieni di appuntamenti e di iniziative: indulto, 41bis, ricerca
scientifica, droga, organizzazione mondiale delle democrazie, Montagnard...
Occuparsi di mutilazioni significa potersi occupare di donne, di sanità, di
libertà, di legge sull'immigrazione, ed è una di quelle battaglie capace di
aggregare facilmente nuove forze e attrarre nuovi consensi.

Per questo vi propongo di dare vita ad una associazione radicale
"transregionale", tematica insomma, sulla specifica battaglia contro le
mutilazioni genitali femminili. Questo ci darebbe la possibilità di maggior
autonomia sul fronte italiano e di coinvolgere maggiormente tutte le
associazioni esistenti.
Stenderemo una proposta di Statuto, molto semplice se si tratta di una
associazione tematica e che vi invierò al più presto, se questa vi sembra
una buona proposta.

Nel frattempo, vi invio del materiale utile per quanti di voi vorranno
organizzare tavoli di raccolta firme sull'appello internazionale lanciato a
Bruxelles, nonchè proposte di delibere da presentare ai diversi consigli.
Tenete conto che Non c'è Pace Senza Giustizia è disponibile a partecipare a
tavole rotonde, dibattiti o conferenze stampa, e che potete chiedermi altro
materiale o informazioni. A questo proposito vi informo che posso spedirvi i
manifesti, copie dell'appello, volantini, cartoline: scrivetemi o chiamatemi
e sarà fatto!

Intanto vi abbraccio e aspetto vostre notizie.
Buone feste.

Antonella Dentamaro