Stavo riflettendo proprio in questi giorni su quella che è la principale differenza tra i radicali e i partiti tutti, in particolare quelli dei due poli o pollai che dir si voglia.
Mi hanno spinto a tale riflessione alcuni avvenimenti recenti: il centro-sinistra che dopo aver minacciato ostruzionismo esasperato ha cambiato posizione riguardo alla legge sull'immigrazione Bossi-Fini, in particolare riguardo alle impronte digitali, e il dietrofront di Berlusconi sull'articolo 18.
La politica dei sondaggi.
Il centro-sinistra è evidentemente spaventato dall'affermazione delle destre in Europa e individua come una delle cause della sconfitta della sinistra la politica permissiva sull'immigrazione e quindi agisce di conseguenza, specie se il dibattito si apre prima di elezioni amministrative.
Il Presidente del Consiglio ha capito che la sua timida proposta di abolizione parziale ed estremamente limitata dell'articolo 18, pur non togliendo a nessuno i propri privilegi, è impopolare perchè sul tema tanta demagogia è stata fatta da Cofferati&Co. e quindi la accantona.
Le battaglie perdenti quindi si abbandonano salvo poi saltare sul carro dei vincitori quando cambia l'aria nel paese.
I radicali si sono sempre assunti la responsabilità delle proprie battaglie: quando si iniziò a parlare di obiezione di coscienza quella era una battaglia perdente perchè secondo la mentalità corrente si era considerati poco meno che disertori eppure, col tempo, è stata vinta e, per parlare di tematiche più attuali, l'innalzamento dell'età pensionabile, l'abolizione dell'articolo 18, la legalizzazione dei derivati della cannabis sono battaglie che non riscuotono certo ampio consenso popolare ma non per questo Capezzone&Co. le abbandonano!
Un'altra cosa che contraddistingue i radicali dagli altri è la non-strumentalzzazione degli eventi.
Ricordo che alle europee del 1999 il centro-sinistra uscì molto ridimensionato e Berlusconi innescò un'interminabile polemica sul fatto che gli italiani non avessero più fiducia nel governo e l'avessero dimostrato col voto europeo. Assurdo! Come se io non fossi libero di votare Rifondazione Comunista alle politiche e Forza Nuova alle regionali. Proprio questa strumentalizzazione mi ha spinto ad annullare la scheda al primo turno delle provinciali qui a Treviso; i candidati non mi soddisfacevano, ero tentato comunque di votare contro il presidente uscente Zaia, quantomeno per la politica che persegue sull'immigrazione, ma ogni volta che tentavo di convincermi a votare il candidato del centro-sinistra Bottacin o quello del centro-destra Giacomin nella mia mente apparivano Fassino o uno degli innumerevoli portavoce di Forza Italia a Porta a Porta che strumentalizzavano i voti ricevuti dai loro candidati locali per fini politici meramente nazionali. Quindi... scheda nulla!
Al secondo turno mi turerò il naso e voterò Bottacin perchè in fondo il secondo turno è fatto per votare il meno peggio.
Però è brutto andare a votare e non trovare un simbolo radicale sulla scheda.
 
Raffaele Ferraro