Radicali di Treviso e Venezia: “Pieve di Soligo L’ordinanza parla chiaro “persone”, non “extracomunitari nessuna discriminazione.” La Lega protesta? da che pulpito viene la predica! 

 

Mi sono recato per l’associazione radicale di Treviso e Venezia, della quale sono presidente, a colloquio con l’assessore Nicola Sergio Stefani del comune di Pieve di Soligo, noi radicali di Treviso e Venezia ci siamo allarmati nel leggere gli articoli di questi giorni apparsi sui giornali, che parlavano del divieto per gli extracomunitari di accesso ai campi sportivi, “dopo il caffè più caro, per chi ha la pelle nera, anche questo ?” .

La faccenda, alla luce di quello che mi è stato garantito dall’assessore e presa visione dell’ordinanza del sindaco, è molto diversa.

Si elencano dapprima i fatti avvenuti (schiamazzi, disturbo della quiete pubblica, abbandono di rifiuti) e cito dal documento:  “ il sindaco ordina la chiusura temporanea del “campo pratica” nelle giornate festive alle persone non munite di formale autorizzazione all’utilizzo degli impianti e delle attrezzature”. L’assessore mi ha garantito che i campi sportivi non sono accessibili da nessun cittadino senza autorizzazione, i campi vengono utilizzati da circoli o associazioni riferibili ad un responsabile.

L’ordinanza parla chiaro:  “persone”, non extracomunitari, il problema si può porre quando l’ordinanza diffida “ il gruppo” , responsabile dei disagi, all’utilizzo del campo sportivo, ma specificando “fino a quando non verrà dagli stessi formulata idonea richiesta con individuazione di un responsabile”. Nessuna parte di questa ordinanza può essere interpretata come un divieto ad una specifica categoria, che sarebbe anticostituzionale, a non utilizzare le strutture. Sarebbe molto grave se funzionari pubblici volessero dare al provvedimento un connotato discriminatorio che non è contenuto.

In tutto questo sono esilaranti le parole che giungono dalla minoranza leghista e precisamente da Evelina Tomasella, che ha duramente attaccato il provvedimento (speriamo avendolo precedentemente letto); se la signora si vuole adoperare in una politica antidiscriminatoria le consigliamo caldamente di cambiare partito, viste anche le posizioni dell’amico Gentilini , e di prendere la tessera radicale.

L’assessore Stefani mi ha assicurato che il provvedimento potrebbe essere cancellato se sarà costituita un’associazione o circolo che rappresenti gli sportivi extracomunitari. Facciamo presente che la creazione di questo nucleo potrebbe portare a iniziative di conoscenza reciproca, e di scambio culturale, che il comune, mi sembra sia disposto a favorire.  

Davide Nicolosi, presidente dei Radicali di Treviso e Venezia.