Venezia
Elezione diretta del presidente e del vicepresidente della
Giunta regionale, 55 collegi uninominali su base provinciale per
assicurare un sistema decisamente maggioritario. I Liberali e
Riformatori del Veneto vanno al nodo del problema: quello della
nuova legge elettorale regionale che sarà parte integrante del
nuovo Statuto che ogni regione, Veneto compresa, deve mettere nero
su bianco. Una nuova "Carta" che in Veneto è lontana da
venire, bloccata dal braccio di ferro nella maggioranza di
centrodestra su chi deve gestire la partita: Lega o Forza Italia?
Per superare lo stallo, il consigliere regionale Claudia
Cadorin (uscita da Forza Italia e ora vicina ai liberali di
Raffaele Costa e ai radicali) butta sul tavolo la provocazione
politica di una legge centrata sul presidenzialismo, proprio
mentre in Friuli Venezia Giulia si sta per andare al voto con i
due poli schierati su fronti opposti: il centrodestra che vuole il
proporzionale, il centrosinistra di Illy che punta alla vittoria
del referendum per il maggioritario presidenzialista. L'accoppiata
liberali-radicali veneti ha partorito la proposta presentata ieri
dalla Cadorin affiancata dal segretario nazionale dei radicali
Daniele Capezzone.
La Cadorin parte con un appello «sia alla casa delle Libertà
che al centrosinistra per coinvolgerli in un disegno di riforma
che assicuri governabilità, democrazia e rispetto delle scelte
degli elettori come solo il sistema maggioritario sa fare».
Capezzone va oltre e, augurandosi che l'iniziativa sia da traino
per altre realtà del Paese, dice che «intendiamo rivolgerci ai
tanti liberali veneti che hanno votato senza entusiasmo per il
Polo dei fracassoni Bossi e Castelli, per l'Ulivo dei girotondini
di Moretti e del massimalismo di Cofferati, e che ora si sentono a
disagio, si sentono senza casa e senza famiglia».
Quanto alla proposta di legge di Claudia Cadorin, che si è
avvalsa della consulenza degli avvocato Michele Bortoluzzi e Paolo
Dalla Vecchia, prevede che presidente e vicepresidente (come
prevede il sistema Usa, il vice sostituisce il presidente in caso
di impedimento e porta a termine la legislatura) siano scelti
direttamente dagli elettori. La loro candidatura sarà possibile
solo se collegati ad un numero di candidati al Consiglio regionale
nei collegi uninominali non inferiore a 8 distribuiti in almeno
due province. Accanto ai candidati legati al territorio espressi
con luninominale è previsto un collegio unico regionale in grado
di esprimere consiglieri a cui andranno i seggi definiti come «premio
di maggioranza».
Una sorpresa viene dal confronto comparato fatto con la
proposta di legge del presidente della Giunta Giancarlo Galan.
«È vero» ammette Bortoluzzi, e spiega che «i contenuti della
nostra proposta possano essere agevolmente inseriti, come
emendamenti, nel testo del nuovo Statuto. Abbiamo fatto
un'operazione di "taglia e cuci" sul testo di Galan
scelto perché il più istituzionale e ci pare che la cosa possa
funzionare».
Infine l'appello del segretario radicale agli industriali: «Il
presidente veneto, Rossi Luciani faccia i conti: i poli attuali
non danno risposta alle richieste liberali e liberiste degli
imprenditori. Due principi che invece sono alla base della nostra
politica. A Rossi Luciani propongo di incontrarci per unirci e
sviluppare un'alternativa ai referendum di Rifondazione
sull'articolo 18, con attenzione per gli outsider, i lavoratori al
di fuori delle vecchie tutele dello Statuto».
Giorgio Gasco