E' straniero il 50 per cento dei detenuti
Un carcere affollato
di extracomunitari
Serena Spinazzi Lucchesi
VENEZIA. Sovraffollata, come tutte le carceri italiane, ma con condizioni di
vivibilità più che accettabili. E' la positiva sorpresa che ha riservato il
carcere circondariale di S. Maria Maggiore alla delegazione radicale che vi ha
fatto visita ieri mattina, accompagnata dal consigliere regionale Claudia
Cadorin (Gruppo Liberal-Riformatore). Varcata la soglia del penitenziario
veneziano, Davide Nicolosi e Franco Fois rispettivamente presidente
dell'Associazione Radicale di Treviso e Venezia e Coordinatore dell'Associazione
Emilio e Gabriella Vesce, si sono trovati di fronte una situazione discreta,
certo molto distante da quella in cui versano molti altri luoghi di pena veneti
e italiani, visitati in questo periodo dai gruppi radicali. «Il carcere di S.
Maria Maggiore - riferiscono Nicolosi e Fois - avrebbe una capienza massima di
140 persone, mentre ne ospita attualmente 191. Se dunque anche in questo caso
dobbiamo parlare di sovraffollamento, tuttavia la situazione non è così grave
come altrove e le celle hanno al massimo tre detenuti ciascuna». Cronica invece
come in ogni altra prigione italiana, la carenza di personale di guardia: «In
questo caso, i numeri dettati dal Ministero indicherebbero per Venezia 170
agenti penitenziari, mentre il personale al momento ne conta solo 130. A questo
deficit si cerca di ovviare mediante il sistema di vigilanza con telecamera».
L'ex convento di S. Maria Maggiore è uno dei penitenziari più vecchi d'Italia
e negli anni scorsi, a causa del degrado della struttura, se ne ipotizzava la
chiusura: «Invece - riferisce Claudia Cadorin - dal '97 ad oggi sono stati
fatti diversi restauri che hanno notevolmente migliorato le condizioni. Da una
parte sono arrivati fondi dal Ministero per la ristrutturazione, dall'altra c'è
stato il forte impegno della direttrice Gabriella Straffi per rendere più
vivibile il periodo di detenzione. Sono state ristrutturate le celle ed è quasi
pronto il servizio di infermeria. A questo proposito, va anche sottolineato che
in carcere è presente ogni giorno un medico per tre ore». Il penitenziario ha
alcune celle attrezzate per disabili (come prevede la normativa), inoltre in
ogni cella c'è il bagno e la televisione. «Anche le condizioni igieniche -
riferisce la delegazione radicale - sono buone. Quello che invece non si potrà
risolvere è la disponibilità di spazi all'aperto, molto ridotti e
difficilmente ampliabili». Rispetto alla media nazionale a S. Maria Maggiore è
molto alto il numero di extracomunitari, che si aggira tra il 50% e il 60%,
contro la media del 30%. Più bassa invece la percentuale di tossicodipendenti
rinchiusi a Venezia: il numero oscilla tra i 20 e i 30 detenuti (vale a dire il
10-15% del totale, a fronte di una media nazionale del 44%).
Tra i fiori all'occhiello del carcere veneziano, le borse-lavoro di preparazione
professionale messe a disposizione dal Comune, per garantire il reinserimento
una volta scontata la pena.
GAZZETTINO E CORRIERE DEL VENETO HANNO RIPORTATO TRA LE NOTIZIE IN BREVE.