QUESTA è UNA NOTIZIA CHE RIPORTIAMO DAL FORUM DI www.radicali.it
Il Gazzettino Sabato, 4 Maggio 2002
FERDINANDO LANDI
L'obiettivo: riportare i valori laici al centro della vita politica
(Al.Gra.) Ferdinando Landi , 79 anni, avvocato libero professionista, tra i
fondatori del partito Radicale a cavallo degli anni 1955 e 1956: è lui, oggi,
il candidato alla presidenza della Provincia per l'Unione Laica, il nuovo
soggetto politico che vede sotto lo stesso tetto partito Radicale, partito
Repubblicano, partito Liberale e Nuovo Psi.
«Questa alleanza - svela Landi - è nata grazie agli amici di Bassano del Grappa, Cittadella e Castelfranco Veneto. L'idea è stata loro, mi sembra giusto ricordarlo».
Che merito hanno avuto?
«Quello di capire che esiste oggi in Italia una fetta di elettorato che non si sente rappresentata dagli attuali schieramenti. In fin dei conti la scelta ricade sempre e comunque tra centrodestra e centrosinistra. È naturale, dunque, che ci siano dei cittadini alla ricerca di un nuovo punto di riferimento».
La scommessa dei laici parte da Vicenza. Ma non erano proprio i radicali a chiedere l'abolizione della Provincia?
«È vero. Noi radicali chiedevamo l'abolizione delle amministrazioni provinciali e delle prefetture. Occorre spiegare, però, che le nostre richieste giungevano in un periodo in cui l'ente Provincia non aveva dei contenuti precisi».
Oggi questi contenuti ci sono?
«Direi proprio di si. La riforma costituzionale approvata con il referendum del 7 ottobre 2001 ha dato valore alla Provincia, le ha ritagliato un nuovo ruolo, ben più importante di quello che aveva in passato. L'unico fattore che ci preoccupa è che si può correre il rischio di aumentare la burocrazia in un periodo in cui i cittadini chiedono semplificazione».
Siete un cartello di chiara ispirazione laica e liberale. La stessa provenienza di Manuela Dal Lago, presidente uscente e candidata della Casa delle Libertà Come giudicate il suo operato a palazzo Nievo?
«Il rimprovero più grande che mi sento di rivolgere all'amministrazione provinciale uscente riguarda la gestione del personale. In questi anni abbiamo assistito a continui scontri con i dipendenti, con le conseguenti spese sindacali da sostenere. Il primo obiettivo della futura amministrazione provinciale sarà quello di riallacciare i rapporti con la struttura».
Quali sono le parole d'ordine della vostra campagna elettorale?
«Crediamo che la Provincia dovrà operare un forte controllo su alcuni capitoli delle spese correnti limitando le spese di rappresentanza e riducendo allo stretto necessario gli incarichi esterni o i contratti di collaborazione professionale. Questo è possibile valorizzando e incentivando le risorse provenienti dal personale interno».
Politica ed economia concordano: la scommessa del futuro sarà coniugare assieme sviluppo economico e recupero del territorio. Cosa ne pensa?
«Il territorio vicentino va protetto da insediamenti a pioggia così da conservare quanto rimane delle valenze naturalistiche e storiche. Questo significa separare razionalmente le tipologie insediative industriali e del grande commercio da quelle abitative, impedire le costruzioni a nastro lungo le infrastrutture di carattere primario e secondario».
In caso di ballottaggio darete delle indicazioni di voto al vostro elettorato?
«Pensiamo a fare un turno alla volta. Inoltre i cittadini non hanno l'anello al naso e sono liberi di esprimere il loro voto come meglio credono».