a Johannesburg non ci sono proprio tutti...
Leggo con sorpresa e rammarico su "La Stampa" del 26.08.02 che al vertice di Johannesburg non sara' presente il Dalai Lama e che quindi, a causa delle forti pressioni del governo comunista cinese, il Tibet non verra' rappresentato e non avra' la possibilita' di poter far sentire (come invece accadde a Rio de Janeiro) la sua seppur flebile voce. Le deforestazioni, i depositi di armi nucleari, le sterilizzazioni di massa da parte della Cina comunista ancora una volta non vengono considerati argomenti importanti ed attuali. Penso che ora piu' che mai l'iniziativa "Una bandiera per il Tibet" del Partito Radicale Trasnazionale sia efficace, per dimostrare che c'e' ancora chi non vuole che si riduca al silenzio un popolo che ha fatto della non-violenza uno stile di vita, le cui tradizioni secolari di pace e amore rischiano di essere soffocate dall'odio e dall'intolleranza. Alessandro Doni