ANDRAOUS E RADICALI TREVIGIANI SUL CARCERE DI S.
BONA
TREVISO: In seguito alla denuncia di Alberto
Cocco di Rifondazione Comunista riguardo al sovraffolamento del carcere
trevigiano di S. Bona e sulla scia delle battaglie radicali contro
l'illegalità del sistema penitenziario italiano, sentiamo il bisogno di dire
la nostra.
Nell'ambito di un sistema carcerario in cui vi
sono 56.000 detenuti in strutture che potrebbero ospitarne al massino 40.000,
in cui quasi il 40% dei carcerati sono imputati in attesa di giudizio, in cui
i detenuti per reati connessi alla droga rappresentano una buona
parte della popolazione carceraria, in cui si applicano vere e proprie forme
di tortura ai carcerati in regime di 41 bis che sono sostanzialmente privati
dei loro diritti costituzionali, in cui un solo detenuto su quattro ha la
possibilità di svolgere un lavoro e in moltissimi casi si tratta di un lavoro
a stipendio dimezzato perchè condiviso con un altro detenuto, in cui la
situazione è ulteriormente aggravata dai tagli apportati in sede di Bilancio
alle spese per la sanità e il lavoro in carcere, sentiamo la necessità di
esprimere il nostro più profondo dissenso. Lamentiamo nei confronti di queste
tematiche una disinformazione che non solo crea insicurezza, ma produce una
ipnosi collettiva, per cui si pensa che con la sola repressione-forza si
risolvono i problemi della salvaguardia della collettività. Mentre invece è
un problema di prevenzione, di consenso, di induzione intelligente ad
accettare le regole del vivere civile, partendo dal basso e dall’alto senza
distinzione di casta.
Riscontriamo nel caso di Treviso una percentuale
di detenuti per reati legati alla tossicodipendenza particolarmente alta e
ribadiamo, come sostiene il segretario dei radicali Capezzone che, in una
situazione in cui anche il peggiore degli amministratori condominiali si
renderebbe conto del fallimento di una strategia rivelatasi sempre e comunque
perdente, la nostra classe politica insiste con metodi proibizionisti
e repressivi riguardo alle persone, alle loro storie, al loro presente
strettamente legato a un dopo che non può essere delegato al caso o all'abbadono
e all'indifferenza più totale.
L'associazione si impegna inoltre al più presto
a far visita ai detenuti di S. Bona.
Vincenzo Andraous, scrittore e giornalista
Raffaele Ferraro, segretario
dell'Associazione di Tv e VE
Davide Nicolosi, presidente dell'Associazione di Tv e VE e responsabile di
venetoradicale.it