La L.I.F.E. (Liberi Imprenditori Federalisti Europei) ed il Club “L’Imprenditore” di Brescia

organizzano un incontro pubblico

 

SABATO 12 APRILE a BRESCIA

alle ore 15.00

presso l’Hotel Industria Via Orzinuovi 58

tel. 030 - 3531431 

DIRITTO CAMERALE:

perché questo balzello, che serve solo a mantenere la Camera di Commercio?

 

UN’ISTITUZIONE

CONTRO LA LIBERTA’ D’IMPRESA

(quali servizi e vantaggi per le piccole aziende)?

 Interverranno:

 Giuseppe Quarto, Presidente Club “L’Imprenditore”

Dino Pasian, Presidente Life Federale

Daniele Quaglia, Presidente Life Treviso

Carlo Lottieri, docente di Filosofia del Diritto all’Università di Siena

Carlo Stagnaro, vice-direttore di “Enclave – Rivista libertaria”

Alberto Mingardi, editorialista di “Libero”

Cesare Galli, docente di Diritto Industriale all’Università di Parma

Alessandro Cé, capogruppo alla Camera dei Deputati della Lega Nord

 VI ASPETTIAMO NUMEROSI

Per informazioni 35.282794

Caro collega, 
> tra i molti scandali di questo Paese, uno dei più vergognosi (e di cui nessuno 
> parla) è certamente quello delle Camere di Commercio, istituti ibridi che da 
> un lato rivendicano la libertà d'azione delle associazioni private e che al tempo 
> stesso, però, hanno privilegio di imporre balzelli e obblighi che sono tipici 
> dello Stato.
> Da tempo, infatti, molti si chiedono a cosa servono di preciso tali enti. Qualcuno 
> sostiene che l'iscrizione alla Camera di Commercio dovrebbe garantire la serietà 
> dell'azienda, ma è ovvio che le cose non possono stare in questi termini: tutte 
> le aziende fallite, infatti, erano prima regolarmente iscritte nei registri camerali. 
> Certamente quest'istituto rilascia certificati utili, anzi indispensabili, in 
> varie occasioni. Ma si tratta solo di pezzi di carta che gli enti pubblici c'impongono 
> di esibire quando sottoscriviamo un contratto per la fornitura di un servizio 
> pubblico o quando viene aperto un conto corrente. In realtà, a nessuno quel documento 
> serve davvero: è solo la legge ad imporlo. Per di più, nella quasi totalità dei 
> casi c'è pure un bollo da pagare…E che dire della presentazione dei bilanci, 
> che come le aziende ben sanno costa un'enormità.
> Non sono solo queste considerazioni a sollevare dubbi e interrogativi. Le imprese, 
> infatti, si chiedono come sia possibile che i bilanci di tali enti non siano 
> mai pubblicati o comunque non siano mai adeguatamente pubblicizzati. Perché, 
> in altre parole, enti privati di questo genere possono pretendere soldi da altri 
> enti privati (le imprese) e non tenerle minimamente al corrente dell'uso che 
> ne viene fatto?
> Perché un'associazione, con i soldi rapinati alle aziende, concede prestiti agevolati 
> ad alcune ditte e solo a quelle iscritte a certe coperative-fidi di ben precise 
> associazioni di categoria e non a chi può rilasciare ben più solide fideiussioni 
> di primarie banche nazionali? È più che legittimo chiedersi se una Camera di 
> Commercio può discriminare in tal modo, dato che usa soldi che necessariamente 
> tutti gli imprenditori sono costretti a versare. Così com'è inevitabile che ci 
> si chieda per quale motivo vi siano Camere che installano macchine per la distribuzione 
> dei certificati, ma poi ne limitano l'uso ai commercialisti e alle associazioni 
> di categoria. Sono forse i normali imprenditori solo polli da spennare?
> I responsabili delle Camere di Commercio affermano che il loro operato è al di 
> sopra di ogni sospetto, che i loro servizi sono ottimi e utili alle imprese. 
> Prendiamo per buona tale affermazione: ma se le cose stessero in questi termini 
> nessuno di tali enti avrebbe motivo di temere la nascita di altre organizzazioni 
> analoghe (in concorrenza con loro) che offrissero analoghi servizi in un mercato 
> competitivo. E certo non vi dovrebbe esservi neppure un'impresa orientata a rinunciare 
> ai servizi delle Camere di Commercio: anche in assenza di un esplicito obbligo 
> di legge…
> In definitiva vorremmo conoscere con precisione cosa ci da in cambio la Camera 
> di Commercio a fronte di un esoso balzello che noi paghiamo tutti gli anni. In 
> realtà, oggi le Camere di Commercio sono organismi del tutto inutili, che ostacolano 
> quanti vogliono lavorare ed impongono inutili pesi a chi vuole e intraprendere. 
> Chi vuole aprire una bottega, deve obbligatoriamente frequentare – a pagamento 
> - un corso istituito dalla Camera; e stessa cosa capita a chi vuole avviare un'attività 
> di agente di commercio. E se il giovane (pur bravo e volonteroso) non ha tempo 
> da perdere e soldi da sborsare, dovrà cambiare progetto di vita. In conclusione 
> resta solo da chiedersi come si possa continuare ad accettare tutto ciò in uno 
> Stato che si dice moderno e (almeno a parole) di tipo liberale. In definitiva, 
> finche noi imprenditori continueremo solo a pensare al lavoro, ed a bofonchiare 
> ogni volta qualche regolamento limita le nostre libertà personali, non a beneficio 
> della comunità, ma a vantaggio solo d'organizzazioni o burocrati continueremo 
> a subire questi sorprusi. Non è ora di dire basta?



> Giuseppe Quarto,
> responsabile del Club “L'Imprenditore” di Brescia