Ieri sera il mondo televisivo nazionale e locale, pubblico e privato, ha
dato prova di quale sia la reale natura dell'informazione in Italia. Su
raidue di Socci la D'Eusanio, nota conduttrice di strisce ad alto contenuto
culturale, ha monopolizzato la puntata di Excalibur sul caso Dante-Benigni.
L'aitante conduttrice ha profuso citazioni, in un crescente diluvio
culturale, occupando più del doppio del tempo usato da Paolo Mieli, Luigi De
Marchi, Mario Capanna (che praticamente non parlava mai) e l'attonito
cardinale Esilio Tonini insieme, e che certamente avrebbero potuto e dovuto
intervenire di più. Contemporaneamente su Telenuovo Mr. Adel Smith, il
sedicente rappresentante delle comunità islamiche nel nostro paese,  veniva
malmenato da un gruppo di facinorosi neofascisti, sotto gli occhi di
giornalisti, ospiti e conduttori che più che pensare a frapporsi (questi
ultimi)e difendere il malcapitato patron islamico abruzzese, hanno pensato
di gestire al meglio lo spettacolo mediatico. Entrambi gli eventi sono
emblematici del fatto che gossip  e violenza costituiscono il mix televisivo
ideale per affrontare temi di alto valore, anche sociale, e che coinvolgono
più del ragionamento pacato i pigri telespettatori della fascia notturna.
Giusto ieri Versace, il giornalista-conduttore che ha arbitrato su
Teleserenissima il match Pelanda-Smith, vinto da quest'ultimo per KO
all'ultima ripresa, si pavoneggiava di aver rotto gli schemi televisivi e
aver portato alla ribalta internazionale un'emittente sconosciuta. Ancora
l'utilizzo della violenza continua a premiare e a pagare. A questo punto
sorgono spontanei alcune domande: in che misura la TV rappresenta la realtà,
la modifica a piacere o la crea? All'indomani della nota zuffa televisiva
qualcuno ha fatto notare come si fosse lanciata "carne sul fuoco
dell'intolleranza verso gli immigrati". A ciò sembrano aver risposto
Mr.Smith e socio i quali, rientrati sul palco dell'emittente veronese dopo
che la squadra fascista era stata allontanata dal conduttore con la minaccia
di chiamare le forze dell'ordine (sic!), hanno ripetuto per 3 volte
l'invocazione "Allah è grande", sentita più volte nelle piazze di Ramallah,
di Karachi, di Kartoum e recentemente anche a Londra e a Roma .
Personalmente ho interpretato l'invocazione come una sorta di messaggio in
codice, un invito a reagire rivolto ai "fratelli musulmani" che si
riconoscono nell'intolleranza del sedicente rappresentante islamico. Se
questo fosse vero nelle prossime ore il clima potrebbe surriscaldarsi. Se
ciò non fosse vero , e me lo auguro, è comunque sufficiente per togliere
dagli schermi televisivi personaggi ambigui, rozzi e pericolosi che nuociono
all'informazione anche se non all'audience. Questi individui vanno
sostituiti con persone animate dal desiderio di capire e approfondire, di
ascoltare e comunicare. Poi si può ragionare anche sui conduttori: qualcuno
sente forse la mancanza delle faziosità e delle furbizie di conduttori come
Michele Santoro?

Luca Miotti
Segretario Associazione Fratelli Rosselli-Castelfranco V.to