LA MATITA SPEZZATA

Fra le poche informazioni che vengono rese accessibili agli elettori circa l'appuntamento referendario del 12 e 13 giugno sembrano emergere come più forti le ragioni del "partito dell'astensione". Sembra la scelta più facile. Sicuramente quella meno faticosa e impegnativa per l'elettore che - non informato e istituzionalmente invitato con mille sotterfugi a rimanere a casa - sceglie per l'astensione: non ho tempo per informarmi su un tema così complesso, i leader del mio partito non si pronunciano, faccio prima a rimanere a casa. Le variabili psico-sociologiche interpretabili sono tante. Quelle a favore dell'astensione sembrano - ripeto - pesare di più. Sembra più facile invitare all'astensione che spiegare le ragioni del voto. Il messaggio che credo dovrebbe essere maggiormente veicolato è quello - pur restando complessi e lungamente discutibili i contenuti etici, morali, di fede e biologico-scientifici della legge - che è sbagliato e dannoso proibire, che è sbagliato e pericoloso restringere una libera scelta, che è sbagliato e poco democratico condannare il desidereio di una maternità. A prescindere dal fatto che io sia convinto o meno che l'embrione sia già un essere umano, che l'aborto sia un delitto, che il divorzio sia un atto contro dio..., va sostenuta la libera scelta di milioni di famiglie che devono poter scegliere come meglio credono del loro futuro ruolo genitoriale.

non è facile agganciare lo sguardo dell'indeciso, non è facile informare. credo sia maggiormente accessibile a tutti il messaggio che più proibizioni ci sono più gente povera ci sarà.

Enrico Cappelletto