Da Fiuggi ad oggi il dialogo per la formazione di un nuovo soggetto politico tra radicali e socialisti democratici prosegue, non senza qualche inevitabile stop per la riorganizzazione delle idee che scaturiscono dalla lettura o dall'ascolto dei commenti provenienti dal panorama politico italiano che si apre e si chiude a questa novita'.
Io non darei cosi' per scontata la adesione del Nuovo Psi, per carita', il pragmatismo li' e' di casa storicamente, quindi le possibilita' sono molte ma non sono direttamente proporzionali alla convinzione e condivisione della progettualita' politica dell'Unione che, a meno che non cambi qualcosa ma francamente ne dubito, a parte l'antiberlusconismo e' assai nebulosa per tutti.
L'Unione va verso le primarie quindi, per capire chi e come potra' alzare la voce e agire con decisione nella discussione di un programma di governo, tema in cui la sinistra italiana ha sempre presentato profondissime lacune non certo dovute alla disomogeneita' delle sue posizioni interne ma all'assenza di una forza organizzativa di politiche economiche davvero riformiste che si tenta di trovare oggi in Prodi, nonostante le debolissime performance europee dello stesso che sono state sotto gli occhi di tutti.
Tornando a radicali e socialisti ecco che argomenti di riforma economica quali riforma delle pensioni a capitalizzazione nel modello cileno di Jose' Pineira, flat tax (come Polonia e Germania) e quindi aliquota unica, riforma americana delle istituzioni con conseguente federalismo modello USA, non trovano quell'entusiasmo che dovrebbero trovare, del resto si sa che il liberismo (anche senza l'aggettivo selvaggio) e' di difficile digestione intellettuale negli ambienti socialisti e non solo.
Da Tremonti nel frattempo, due deboli ma non invisibili segnali nel Dpef, la non tassazione delle rendite e il taglio del 10% degli stipendi politici, non mi sembra di aver sentito nemmeno una parola dal fronte radicale, dopo la scelta di campo a sinistra sembra che Marco Pannella sia piu' concentrato a cercare di intuire cosa ci si puo' aspettare dal Berlusconi "capace di tutto" piu' che capire l'eventuale buono che c'e' in quel tutto.
Nel frattempo Della Vedova, Calderisi, Palma e Taradash iniziano una discussione con Forza Italia, resa sicuramente piu' facile dall'assenza di Marco Pannella, personalita' complessa quanto ingombrante in ogni tipo di discussione politica.
Alleanza elettorale o programmatica?
Mentre tutti cercano di lavorare per la seconda io, pur non amando l'iniziativa Blair Zapatero Fortuna, auspico la prima. Sara' piu' facile un giorno, quando al Movimento Radicali Italiani sara' passata la febbre (ricaduta?) liberal socialista, motivare a se' stessi questa sbagliata scelta di campo con conseguente abbandono dell'accento davvero liberista, per dare priorita' alle battaglie sui diritti civili che comunque (come vorrebbe qualcuno all'interno dell'Unione) per esistere dovrebbe essere "diritti civili di Stato" in assoluta discrepanza con ogni vera convinzione libertaria.
Alessandro Doni
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