La scorsa primavera si è costituita a Roma una nuova associazione "tematica" radicale che si occuperà di ecologia, di ambiente e di tutela - compatibile con lo sviluppo - del territorio: sede telematica è per ora il bel sito www.ecoradicali.it
Tale associazione si pone certamente come alternativa e interlocutrice nuova nel panorama delle numerose associazioni ambientaliste a volte però un po' troppo politicizzate, quasi esclusivamente verso una certa sinistra proibizionista, e quindi facilmente strumentalizzabili e di fatto strumentalizzate.
Credo che sarebbe opportuno, se non doveroso, far incontrare questa realtà in divenire - che di fatto si propone come aperta ad un dialogo ecologico e ambientale - con il territorio: spinoso e sempre aperto è, per dirne una, il problema mai risolto della viabilità nella nostra regione (con l'annosa questiona risolta-non risolta del passante di Mestre) e non ultimo il dilemma degli inceneritori indispensabili ma difficilmente voluti, come del resto dicasi per una qualsiasi nuova discarica.
Le idee che tale associazione porta avanti pescano nel pensiero liberale-radicale e costituiscono un filone ambientalista difficilmente rintracciabile in qualsiasi altra realtà politica o associativa nazionale attuale.
Idea ambientalista che è indubbiamente sempre stata nei geni del Partito Radicale, come ha ben ricordato il segretario italiano degli "Amici della Terra", riconoscendo il contributo fondamentale e storico all'ambientalismo italiano dato dai radicali ( brevemente: nel 1980 Pannella acquista in Danimarca il copyright del "sole che ride", simbolo che diverrà poi emblema dei verdi; prima di ogni altro il Partito Radicale denuncia in Italia il problema del buco dell'ozono; un doveroso ricordo va anche alle battaglie contro il nucleare, per i controlli ambientali, contro i pesticidi, contro la caccia… ).
Tale associazione ha già promosso alcuni contributi e si presenta con un programma chiaro e concreto facilmente individuabile nel leggibilissimo sito: aspettavamo da tempo che un gruppo di persone si organizzasse attorno ad un tavolo e si proponesse di dedicare un'attenzione liberale e un impegno realmente radicale ai temi dell'ambiente e del territorio.
Credo che spetti soprattutto alle associazioni territoriali portare queste idee e queste proposte nel territorio: individuando temi e luoghi da sottoporre anche al giudizio della gente di strada. Organizzando anche dibattiti con i tanti governanti o con gli enti locali o con docenti universitari o esperti che si occupano, ad esempio, della tutela di un bene unico al mondo: la laguna di Venezia.
Dare voce a questa nuova proposta significa creare possibilità dando voce ad una realtà che cerca spazio e visibilità e dialogo con il territorio.
Scendere in piazza chiedendosi di iscriversi, con quota certamente più accessibile - e quindi più proponibile - ad ogni tasca rispetto all'iscrizione di Radicali Italiani o al PRT, significa dare forza e corpo alle proposte, oltre che dare la possibilità di crescere e maturare politiche più liberali in campo ambientale, rispondendo anche alla domanda - attualissima perché attualissima è la battaglia politica per la libertà della ricerca scientifica - su come la pensano i radicali sugli organismi geneticamente modificati.
Enrico Cappelletto
radicale81@libero.it
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