E così anche questo referendum, se Dio vuole, siamo riusciti ad ottenerlo.
Nonostante io mi senta, a torto, ancora un giovane ragazzo, in realtà sono svariati decenni che mi ritrovo, seduto alla bancarella, a tirar sù autografi per questo o quell'altro quesito referendario. dall'alto dei miei baffi bianchi rivedo milioni di firme contro la caccia e contro le nomine bancarie, per la responsabilità dei giudici o contro il finanziamento pubblico di partiti e sindacati o, semplicemente, per la libertà di donne e uomini di fare della loro vita e del loro futuro ciò che meglio credono. E poi a denunciare le infamie dei criminali contro il povero Enzo Tortora e così via.
Ma stavolta, ragazzi, c'era qualcosa di più.
In questi giorni, attorno ai tavoli, ho visto tutti. Altre volte potevi assistere a scontri, verbali e non, tra cacciatori e animalisti o tra abortisti e anti abortisti.
Stavolta, a firmare per questo referendum, ho incontrato bambine che avevano compiuto ieri i fatidici diciotto anni, signore nate prima della prima guerra mondiale, uomini e donne appena uscite di chiesa, che ancora sentivo suonare le campane. Un ragazzo, che aveva appena firmato, mi ha detto che aveva servito messa, un altro ha giurato di esse un "Papa boy",
c'era chi portava la T-shirt di Che Guevara e quel tale che, io so per certo essere un berlusconiano.
La frase più bella che ho registrato è stata di un giovane che ha detto: "credo in Dio, ma non seguo le superstizioni religiose".
Qualche difficoltà l'ho avuta quando ho dovuto spiegare a dei turisti cinesi, molto curiosi, i quali mi chiedevano cosa stessi facendo seduto al tavolino in mezzo alla strada, che stavo raccogliendo firme per far cambiare una legge dello stato. Un concetto, quello della consultazione refendaria, impossibile da spiegare a chi vive, da sempre, sotto una dittatura, e infatti non son riuscito a farglielo capire, nonostante parlassero un ottimo inglese.
Per molti anni, durante questo lavoro, ho visto un tipo strano che, appena aperto il banchetto, si fiondava contro di noi gridando frasi sconce e provocatorie, accusandoci di omosessualità, lesbismo, parassitismo, fascismo o comunismo. A volte si fermava a disturbarci per ore. Stavolta non c'era, forse è morto.
L'unica voce contraria è stata quella di una signora sulla cinquantina, già conosciuta da altri compagni che raccoglievano firme, la quale affermava, urlando, che, se Dio non voleva darci dei figli, vuol dire che un motivo l'avrà anche avuto, quindi non bisognava mettersi contro la sua volontà. Lei, di figli, ovviamente già ne aveva.
Io credo, da buon radicale, di non essermi mai messo contro la volontà di Dio, forse mi accuseranno di essere ateo, ma le battaglie per cui ho lottato, e lottiamo, sono meno diaboliche, certamente, di quelli dei nostri avversari.
Pier-Angelo Piccolo
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