NON SOLO REFERENDARI!

L'invito non è certo quello di dimenticare o di mettere in secondo piano un percorso di campagna referendaria difficile e impegnativo - una parabola che di fatto deve ancora concludersi - ma quello di non farne LA priorità politica ma UNA priorità: uno degli impegni dell'agenda dei prossimi mesi. Questo anche per aiutare "gli elettori" a non identificare il soggetto politico come un movimento che un anno sì e uno no propone un referendum e in qualche modo sembra non riuscire a sfondare in nessun altro modo nella vita politica nazionale: l'immagine di un partito capace di governare la costruiamo attraverso atti e fatti che non sono SOLO nella proposta o nella difesa di questo o di quel referendum. Non basta fermarsi a un dovere.

Certo è più che comprensibile - dopo l'impegno profuso quest'anno e dopo i troppi referendum bocciati negli anni passati - volerne parlare e volere che se ne parli: per non dimenticare e per raggiungere, da protagonisti della raccolta firme quali siamo stati, quella visibilità mediatica dovuta e richiesta da una società realmente democratica e civile.

Ma sarebbe in qualche modo opportuno rivedere gli atti e gli interventi dell'ultimo congresso dei Radicali Italiani per individuare altri impegni che il partito, anche e soprattutto nella relazione del segretario, - oltre alla difesa dell'istituto del referendum - ha individuato per i mesi a venire.

Interessante a tal proposito è stata la volontà espressa da alcuni militanti di costituire una nuova associazione che si occupi di carceri e di detenuti: impegno sempre prioritario quello della tutela dei diritti del carcerato (prerogativa di dare voce direi quasi esclusivo appannaggio radicale nel panorama italiano!) dei radicali. Il "Detenuto Ignoto": costituenda realtà che sta cercando simpatizzanti, visibilità e iscritti per dare vita - raggiunta una certa quota di aderenti - ad una nuova associazione che tuteli un pianeta carcere che sembra conoscere bene.

Perché quindi non organizzare - valorizzando e portando a doveroso coronamento e sublimazione un meritorio lavoro intrapreso di visita negli istituti penitenziari veneti - banchetti in piazza per far conoscere alla gente le condizioni dei carcerati, i diritti violati e una raccolta di adesioni e iscrizioni per questa costituenda, nuova associazione (prendendo, ovviamente, preventivamente contatto con chi a Roma ha ideato e sta portando avanti tale progetto).

Altra fondamentale questione, posta da Daniele Capezzone in apertura dei lavori congressuali, quella riguardo alla tutela delle coppie di fatto e alla possibilità di agire in maniera non-violenta con un pressing nei confronti dell'indolenza del legislatore rispetto alle proposte di legge "depositate" da più parti e in attesa da troppo tempo di discussione. L'idea, ancora tutta da organizzare e pianificare, sembra voglia essere sulla falsa riga della battaglia portata a casa con successo dell'indultino faticosissimamente approvato dal perlamento.

Ma anche far capire il perché della Turchia in Europa può essere un momento di dialogo e informazione con le persone che troppo spesso percepiscono la politica come lontana e decisioni del genere come incomprensibili: distinguendoci chiaramente e nettamente dall'arroccamento clerico-leghista.

Se saremo - come saremo - forza politica candidata alle elezioni regionali e se, come potrebbe essere, il voto per il referendum coinciderà con quello regionale non potremmo farci vedere nei prossimi mesi nelle strade, nelle piazze, nelle televisioni, nei quotidiani con la sola bandiera della tutela referendaria bensì con una rosa di proposte che nascono nel terreno radicale - in formato locale - dell'antiproibizionismo.

Un invito quindi a curare maggiormente la comunicazione politica: è stata molte volte riconosciuta dagli esperti di comunicazione l'indiscussa capacità dei radicali di centrare l'obiettivo ma anche di trascurarne la comunicazione, di dimenticare di collegarlo con il reale, e per questo - portando avanti battaglie culturali e fortemente "ideologizzate" - di allontanare le persone da un modo di fare politica non sempre compreso. In questo le campagne e le battaglie transnazionali non vanno dimenticate ma ridisegnate a misura del territorio.

Scendere in piazza nei prossimi mesi misurerà la capacità di costruire il riconoscimento di forza politica credibile coerente e vicina: nella possibilità di entrare nel governo della nostra regione.

Enrico Cappelletto
radicale81@libero.it