Guerra ai musulmani o ai terroristi?

 fonte: warnews.it

1 novembre 2005 - La Jamestown Foundation ha ripreso alcune tra le notizie riportate dai media russi nelle settimane successive all'attacco dei ribelli a Nalchik, il 13 Ottobre, riguardanti le molte operazioni di sicurezza in Kabardino-Nalkaria e su larga scala in tutta la zona caucasica circostante.

Ramazan Tembotov, legislatore locale del villaggio di Khasnya, un sobborgo di Nalchik, e membro del partito Pro-Cremlino Russia Unita è stato arrestato, senza ricevere spiegazione, il 23 Ottobre e portato a Nalchik al RUBOP, il direttorato contro le organizzazioni criminali. Tembotov ha dichiarato al giornale Gazeta di essere stato trattato come un criminale, insultato. “A differenza di altri io non sono stato picchiato [...], mi hanno condotto in altre stanze e mi hanno fatto vedere gli altri detenuti, venivano torturati come faceva la Gestapo. Nessun diritto, nessuna interrogazione investigativa, solo colpiti a morte, fino a quando non confessavano o per qualche motivo l'attenzione si rivolgeva verso altri prigionieri.”

Il 24 Ottobre Tembotov è stato rilasciato; egli ha asserito che ciò che l'ha salvato è stata una chiamata che ha potuto fare ad una persona che conosceva e che lavorava per il Servizio Federale di Sicurezza.

Secondo la Gazeta, a partire dai raids del 13 Ottobre 2,000 persone sono state arrestate in Kabardino-Balkaria.

Tra di loro molti sono di fede islamica, sono stati arrestati e rilasciati anche in passato insieme agli attivisti dei diritti umani che si sono schierati a più riprese in loro difesa. Ogni indizio che possa far apparire un sospettato come islamico diventa ragione di violenza e abuso contro di lui. Quest'anno un migliaio di musulmani si erano appellati al Presidente Vladimir Putin perché si permettesse loro di emigrare, un altro appello è stato lanciato a Settembre alla comunità internazionale contro la politica di repressione anti-islamica degli organi istituzionali e amministrativi e per ottenere asilo politico in altri paesi.

Anche Memorial ha sottolineato come il modo di procedere della polizia e della macchina della giustizia sia privo di garanzie giuridiche, di tutela dei diritti umani; gli arresti avvengono spesso illegalmente, le torture e le percosse sono abitudine quotidiana. La battaglia contro il wahabismo sembra essere diventata una guerra contro i musulmani nel loro insieme. Gli attivisti dei diritti umani affermano che si può osservare anche tra i non islamici un odio crescente verso la polizia.

Questa spirale di tensione, violenza e abusi di potere non permettono di percorrere un sicuro cammino di pacificazione, anzi finiscono per dare aiuto a chi vorrebbe una destabilizzazione sempre maggiore della regione.

Un altro caso si è verificato nella Repubblica di Adygeya a seguito degli attacchi a Nalchik. All'uscita da una moschea a Maikop, capitale dell'Adygeya, 6 musulmani sono stati arrestati e portati anch'essi al quartiere del RUBOP, tra loro l'imam Ruslan Khakirov e il suo delegato Asker Bogus.

I 6 detenuti sarebbero stati offesi, insultati, spogliati e torturati tutta la notte affinché confessassero di aver partecipato ad attività di supporto agli estremisti.

Il giorno seguente sono stati condotti innanzi a una corte di giustizia insieme a due studenti ceceni; il giudice Ruslan Matyzhev ha ordinato il loro rilascio in quanto non è stata presentata alcuna prova che attesti una violazione di una qualsiasi legge. I 6 uomini hanno poi rivolto le denunce per i maltrattamenti subiti al procuratore d'ufficio della repubblica.

Riguardo a questi fatti alcuni hanno difeso l'operato della polizia in quanto le persone catturate erano sospettate di essere coinvolte nelle azioni dei ribelli a Nalchik; per coloro che hanno espresso questo giudizio ciò significa evidentemente che ogni mezzo di investigazione in questi casi può essere lecito.

In Cecenia nel frattempo le elezioni sono ormai alle porte. Il numero dei candidati che concorrono per i 58 posti al Parlamento sono 357, dice il Prague Watchdog. La campagna elettorale si è ufficialmente aperta il 29 Ottobre e durerà fino al 27 Novembre, giorno delle elezioni. I ceceni chiamati a votare sono 600,000, organizzati in 429 circoscrizioni elettorali. Permangono numerosi dubbi sulla possibilità che anche in queste elezioni il grado di democraticità e legalità possa risultare inadeguato a uno stato di diritto.

Nico Guzzi

Back