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 Umar Khanbiev davanti alla commissione dei diritti dell'uomo chiede l'intervento dell'ONU
Ginevra, 2 Aprile 2004. Il Signor Umar Khanbiev, Ministro ceceno della Sanità nel Governo del Presidente Aslan Mashkadov è intervenuto questa mattina davanti alla Commissione dei diritti dell'uomo delle Nazioni Unite, attualmente riunite a Ginevra.
Testo dell'intervento del Ministro Khanbiev
"Grazie signor Presidente,
Mi chiamo Umar Khanbiev, e prendo la parola a nome del Partito Radicale Transnazionale, del cui Consiglio Generale sono anche membro.
Tre anni fa ho preso la parola in questa stessa aula e il mio intervento causò pesanti proteste da parte della delegazione russa. In quell'occasione testimoniavo sui crimini contro l'umanità commessi dai russi e chiedevo il vostro aiuto per fermare il genocidio del popolo ceceno. Cos'è cambiato da quel giorno?
Sfortunatamente nulla. La sola differenza é che il numero delle persone uccise, mutilate e scomparse é aumentato di centinaia di migliaia. Questo é il prezzo della vostra inazione. Campi di concentramento, torture (comprese quelle volte a colpire la fertilità), esecuzioni extragiudiziali, rapimenti, commercio d'ostaggi e di corpi, squadroni della morte, sperimentazioni con veleni sui detenuti, fosse comuni nascoste - questa é la realtà della Cecenia d'oggi.
In alcune occasioni giovani ceceni sono stati legati insieme e fatti esplodere in pubblico per intimidire la popolazione. Qualsiasi tipo di arma é stato usato contro i civili, comprese quelle proibite dalla Convenzione di Ginevra, come le bombe incendiarie e quelle a pressione. Abbiamo, inoltre, registrato l'uso di nuove armi chimico-batteriologiche.
Secondo i dati raccolti dal Ministero della Salute della Repubblica di Cecenia e da ONG indipendenti, il 25% della popolazione cecena é morto dall'inizio della guerra, ed il 30% ha dovuto lasciare il Paese. Le persone che sono rimaste in Cecenia sono diventate ostaggi, soggetti a bombardamenti quotidiani aerei e di artiglieria, ad operazioni "di pulizia" ed esecuzioni.
E' giunto il momento di comprendere che la Russia non é impegnata in una "campagna antiterroristica" ma in una guerra coloniale, una vergognosa campagna di terrore volta alla distruzione morale e fisica del popolo ceceno.
Signor Presidente,
il Presidente Aslan Maskhadov, ha ripetutamente affermato di essere pronto ad iniziare un dialogo con la comunità internazionale. L'ONU dovrebbe essere pronto ad ascoltare le sue ragionevoli parole, le vite di migliaia di bambini, donne e vecchi potrebbero essere salvate.
La comunità internazionale si é rifiutata di intervenire, chiudendo gli occhi sui metodi con cui la Russia ha creato una parodia di istituzioni democratiche. Referendum ed elezioni si sono svolti sulla punta dei fucili. La situazione peggiora ogni giorno di più. I ceceni non accetteranno il "Quisling" Kadyrov. Senza un serio intervento internazionale, la leadership russa non avrà la volontà e la forza morale di impegnarsi in seri negoziati politici.
Considerando la Risoluzione del Parlamento europeo approvata il 26 febbraio 2004 (che riconosce la deportazione di Stalin del 1944 come un genocidio e che esprime la sua volontà di prendere in considerazione il Piano di pace del Presidente Maskhadov), chiediamo che anche l'ONU prenda misure.
Signor Presidente,
con la consapevolezza che non vi può essere una soluzione militare alla centenaria guerra russo-cecena, il Partito Radicale Transnazionale chiede a questo augusto consesso di dare la più alta priorità alla considerazione del Piano di pace di Aslan Maskhadov per una soluzione politica che possa mettere fine a questa guerra genocida. Questa proposta stabilisce che l'indipendenza non é un obiettivo di per sé, ma il solo strumento di sopravvivenza di fronte al continuo "terrore russo". Essa suggerisce di istituire un'amministrazione ONU provvisoria al fine di consentire alla Cecenia di essere demilitarizzata e di sviluppare istituzioni democratiche, salvaguardando gli interessi delle due parti in causa.
Grazie, signor Presidente."
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