A Tgcom il ministro in esilio Khanbiev. Cecenia: "Terrorismo peggiora cose"
di Elisabetta Carli

5 dicembre 2003. Atti di terrorismo come la presa di ostaggi del teatro di Mosca Doubrovka nell'ottobre del 2002 "sono solamente provocazioni che non fanno altro che peggiorare la situazione cecena". La pensa così Umar Khanbiev, ministro della Sanità del governo indipendentista di Grozny in esilio, una delle principali figure della resistenza cecena, intervistato da Tgcom durante un tour in Italia per presentare un nuovo piano di pace per il suo Paese. Khanbiev, medico chirurgo musulmano 48enne che, nel 2000, ha conosciuto l'arresto e le torture dell'armata rossa, consigliere generale del Partito radicale transnazionale, ha girato per una decina di giorni l'Italia, ospite dei radicali italiani, per illustrare la sua proposta. E ha rilasciato quest'intervista prima dell'attacco al treno di pendolari, che resta tuttavia ancora attuale.

Ministro, la comunità internazionale teme la Cecenia, che vede come polveriera del terrorismo islamico internazionale?

"Noi abbiamo la stessa preoccupazione dell'Europa nei confronti del terrorismo internazionale. Noi rifiutiamo ogni legame con il terrorismo internazionale. Tuttavia la propaganda russa ci chiama terroristi per coprire i crimini perpetrati nel nostro Paese. Nel nostro governo, dopo attente indagini, non venne trovata nessuna prova di questi legami. La verità è che si sa poco all'estero di ciò che avviene in Cecenia, che è stata chiusa ai giornalisti e alle organizzazioni internazionali. E dove tutto quello che si sa proviene da fonti ufficiali russe".

Da dove è nato questo terrorismo ceceno?

"In Cecenia gli occupanti russi hanno compiuto un vero e proprio genocidio. E il terrorismo può nascere da questa situazione. Fin dall'inizio della guerra, i russi prendevano gruppi di ragazzi ceceni, li legavano assieme, li imbottivano di esplosivo e li facevano saltare per aria. Era un modo di terrorizzare il popolo per assoggettarlo. Quindi la reazione delle famiglie a questi atti non è terrorismo internazionale ma piuttosto una reazione di resistenza legata all'opera dei russi".

Cosa intendete fare per riportare la pace nel vostro Paese?

"Siamo pronti a disarmarci, ad affidare la Cecenia a entità internazionali come l'Onu e la Ue per uscire da una situazione che io definisco di guerra colonialista russa. Secondo il nostro piano, saranno loro a metterci alla prova per vedere se siamo terroristi o no. Altrimenti metteremmo una croce sopra alle nostre pretese di creare uno stato indipendente".

Che cosa ha provato quando è stato preso il teatro di Mosca e quando i terroristi sono stati uccisi dal gas iniettato dai reparti speciali russi?

"E' stata una provocazione che non ha fatto altro che peggiorare la situazione cecena. Un'ora dopo l'irruzione, io avevo dichiarato che non conoscevamo i dettagli e che anche se fossero stati ceceni si trattava comunque di una cosa molto brutta". Per il ministro, poi, gli ostaggi si sarebbero potuti salvare: "Putin ha precipitato le cose, utilizzando cinicamente la situazione".

In Cecenia adesso non può entrare nessun giornalista straniero. Un italiano, Antonio Russo, venne ucciso nel Paese tre anni fa. Cosa pensa sia successo?

"Io avevo saputo che Russo si stava occupando dell'uso di armi chimiche da parte dei russi e che aveva prove inoppugnabili sull'utilizzo di queste armi in Cecenia. E' chiaro che qualcuno ha voluto metterlo a tacere. Il governo legittimo ceceno sta raccogliendo prove sul fatto che questo fu un omicidio politico. Il governo ceceno ha prove che nell'agosto 2000, tre mesi prima dell'uccisione di Russo, i russi utilizzarono ordigni chimici in tre zone del nostro Paese".

Il premier italiano Silvio Berlusconi ha preso posizione a fianco del presidente russo Vladimir Putin sulla questione cecena. Se dovesse incontrare Berlusconi che cosa gli direbbe?

"Raccomanderei al presidente del Consiglio italiano di leggere il documento dei radicali sulla nostra proposta di pace. Se lo avesse letto, cerdo che avrebbe avuto altre parole. Sicuramente conoscerebbe meglio la situazione. Gli descriverei inoltre lo stato reale delle cose: le uccisioni, le epurazioni, le sepolture di massa segrete che continuano anche se Berlusconi si è fatto un'altra opinione della situazione. Non è vero che in Cecenia adesso c'è la pace, si assiste alla continua uccisione di donne e bambini. Cose che l'Europa non può e non deve sostenere. E' una presa in giro dei Paesi democratici con una continua violazione dei diritti dell'uomo che prosegue da 5 anni. Berlusconi è una persona ragionevole e sono sicuro che capirebbe".

Back