Attentato a mosca: dichiarazione di Olivier Dupuis, al 19° giorno di sciopero della fame

Torino, 6 febbraio 2004 - Olivier Dupuis, deputato europeo radicale, ha intrapreso il 18 gennaio scorso uno sciopero della fame affinché la questione del genocidio ceceno sia finalmente affrontata, dal punto di vista politico e umanitario, dalle autorità dell'Unione europea e degli Stati membri. Da Torino, dove si trova per la presentazione del libro “Cecenia nella morsa dell’impero” (Guerini e Associati), ha rilasciato la seguente dichiarazione sull’attentato nella metropolitana moscovita:

“Questo nuovo tremendo attentato terroristico nella metropolitana moscovita è l’ennesimo prodotto dell’alleanza obiettiva tra chi, a Mosca, continua a puntare su di una normalizzazione militare e violenta della questione cecena e chi, in Cecenia, è ormai irresponsabilmente prigioniero di una visione “eroico-romantica” del proprio destino personale e di “banda”, al di fuori di qualsiasi considerazione sul futuro del proprio paese.

Come il Presidente Maskhadov e il suo governo, come la stragrande maggioranza dei ceceni, come oltre il 60 percento dei cittadini russi, voglio - e, con i miei amici del Partito Radicale Transnazionale, lavoro per - una soluzione politica della tragedia russo-cecena, fondata sul diritto, il dialogo e la nonviolenza. Sono convinto che fino a che la leadership cecena moderata, filo-europee e filo-occidentali del governo Maskhadov saranno abbandonate, e la loro proposta cancellata, l’unica alternativa al terrorismo russo in Cecenia rischia di diventare un uguale e contrario “contro-terrosimo” ceceno. In questo contesto, parlare, come hanno fatto fino ad oggi Unione Europea e Stati Uniti, di lotta antiterrorista o di unità contro il terrorismo è solo un esercizio di cinica ipocrisia. La scelta delle azioni terroriste o della guerra contro i civili russi può essere fermata solo sostenendo una alternativa che fermi la guerra e il genocidio dei ceceni. Questo lo comprendono perfettamente anche le fazioni estremiste cecene: tanto è vero che attaccano me che sostengo il piano Akhmadov-Maskhadov per l’istituzione di una Amministrazione provvisoria dell’ONU in Cecenia, non certo gli altri politici europei che, dichiarandosi “uniti” a Putin, finiscono solamente per rafforzare lo status quo di morte e di violenza in Cecenia e, sempre di più, in Russia”.


Back