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 MASKHADOV PROPONE NEGOZIATI PACE, NO DEL CREMLINO (ANSA)
MOSCA, 7 FEB - Il leader indipendentista ceceno Aslan Maskhadov si è detto oggi disponibile a cercare con il presidente russo Vladimir Putin una soluzione negoziata di pace per l'irrequieta e insanguinata regione del Caucaso ma il Cremlino ha risposto 'niet'. Sulla scia di un «cessate-il-fuoco unilaterale», annunciato qualche giorno fa tramite un sito Internet e in vigore fino al 22 febbraio, Makshadov ha reso noto oggi nel corso di una rara intervista ad un quotidiano moscovita ('Kommersant') di aver già nominato un suo «emissario all'estero» per le trattative di pace nella persona di Umar Khambiev. «Se i nostri avversari al Cremlino mostrano un approccio ragionevole possiamo finire la guerra al tavolo negoziale. Altrimenti il sangue scorrerà ancora a lungo», dice l'ex- presidente della Cecenia a 'Kommersant' (un giornale anti-Putin, controllato dall'oligarca in esilio Boris Bderezovski). E sottolinea che la tregua da lui proclamata per gran parte di febbraio va intesa come «un gesto di buona volontà» nei confronti di Putin. Maskhadov mette in risalto che il capo-guerrigliero ceceno Shami Basaiev (responsabile degli assalti al teatro Dubrovka di Mosca e alla scuola di Beslan, entrambi sfociati in terribili stragi) «si è piegato all'ordine di cessate-il-fuoco» e in questo modo sono stati scongiurati altri «inaccettabili» atti terroristici. Il Cremlino ha però escluso l'apertura di un dialogo con il «terrorista» Maskhadov che a detta dei servizi segreti russi non è affidabile e non sarebbe nemmeno in gradi di imporre la sua autorità sulla galassai delle bande guerrigliere. «Maskhadov - ha affermato il vicepremier ceceno Ramzan Kadirov, il vero uomo forte di Mosca in quella turbolenta repubblica autonoma sconquassata da due brutali guerre, la seconda in corso dall'autunno 1999 - può fare un unico gesto di buona volontà: deporre le armi e arredersi». Secondo notizie pubblicate dai media russi proprio la milizia privata agli ordini del temutissimo Kadirov avrebbe rapito a dicembre otto familiari stretti di Maskhadov con l'obiettivo di costringere il più noto leader politico del fronte separatista a più miti consigli. In coincidenza con il cessate-il-fuoco sono incominciate a circolare notizie non confermate sulla morte dell'irriducibile Basaiev, che sarebbe stato ammazzato da «mercenari arabi» nela seconda metà di gennaio vicino a Gudermes, la seconda città della Cecenia.
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