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 Qual’è il destino dei ceceni che migrano?
 fonte: warnews.it
17 GIUGNO 2005 - Il “Consiglio norvegese per i rifugiati” ha rilasciato il 14 Giugno un rapporto aggiornato al Maggio 2005. In esso si affronta principalmente il tema della protezione dei rifugiati ceceni, di chi cerca asilo all'estero e dei cosiddetti IDPs (internally displaced people), cioè quei gruppi di persone che sentendosi in pericolo, reale o presunto, hanno lasciato i loro abituali luoghi di residenza per cercare all'interno dello stesso stato rifugi di aggregazione temporanea dove sia assicurata loro una maggiore protezione da minacce esterne.
Il rapporto è stato stilato dal “Consiglio norvegese per i rifugiati” (NRC) con il supporto del “Consiglio europeo per i rifugiati e gli esuli” (ECRE) che rappresenta 80 organizzazioni non-governative (ONG) in 30 stati europei.
Per quanto riguarda la situazione della Federazione Russa si addebita al Cremlino una politica fallimentare a proposito del perseguimento dei principi guida dettati dalle Nazioni Unite sugli spostamenti interni di persone.
Sono stati individuati alcuni motivi essenziali: gli IDPs ceceni non sono riconosciuti come “migranti forzati”, ad essi sono negati spesso la registrazione di residenza e i documenti di identificazione che servono per avere accesso ai diritti di base nella Federazione Russa, sono inoltre vittime di discriminazione e vessazioni sia da parte dello stato che dei privati e non sono stati protetti contro il rimpatrio forzato in Cecenia.
Il segretario generale dell'NRC, Raymond Johansen, afferma di nutrire un certo timore per i rifugiati che tornassero nella Federazione Russa, in quanto molti non potrebbero stabilirsi in regioni sicure e finirebbero per rendere la situazione cecena ancora più instabile di quanto non lo è già.
In Europa la situazione per i rifugiati ceceni e coloro che cercano asilo è altrettanto complicata. In Azerbaijan, Kazakistan e Bielorussia è negato loro l'accesso alle procedure nazionali di asilo, rimanendo dunque senza alcun diritto legale e spesso senza assistenza umanitaria. Viene anche negata la possibilità di entrare nel territorio di altri stati, come avviene quotidianamente lungo il confine dell'Ucraina. Negli stati membri della nuova Unione Europea a 25 gli approcci alle richieste cecene di asilo sono i più disparati e variano ampiamente da stato a stato, per questo motivo si richiede ai “vecchi stati” dell'UE che si rifanno in materia di asilo ai criteri della Convenzione di Dublino, di indirizzare i nuovi stati membri verso l'applicazione degli stessi principi.
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