Presto al voto ma il dramma continua. Il 27 novembre elezioni per formare parlamento locale (ANSA)

17 novembre 2005 - Nella Cecenia sconquassata da oltre dieci anni di guerra si vota tra dieci giorni in elezioni locali reclamizzate dal Cremlino come un vistoso esempio di crescente «normalizzazione» benché in quel turbolento angolo di Caucaso la gente continui a sparire nel nulla, non passi giorno senza poliziotti e soldati morti in qualche attentato e si susseguano incessanti le «operazioni speciali» contro i «banditi» indipendentisti. «Sotto il profilo organizzativo tutto è pronto», ha assicurato oggi nella devastata Grozni - la capitale di quella repubblica autonoma in preda a forti spinte secessioniste - Ismail Baikhanov, capo della commissione elettorale cecena che sovrintende alla chiamata alle urne del 27 novembre per la scelta di 58 parlamentari. Per i 40 scanni dell'Assemblea del Popolo e i 18 del Consiglio della Repubblica sono in lizza otto partiti, con un totale di 353 candidati. Aspira ad un seggio da deputato anche un ex-leader della guerriglia indipendentista, Magomed Khambiev, che nel 2004 si è arreso mentre suo fratello Umar - esule a Parigi - continua a militare per la secessione dalla Russia. Magomed si presenta nella lista del partito filo-occidentale «Unione delle Forze di Destra» e non è ben chiaro che gioco giochi. I russi hanno strombazzato la sua candidatura come una riprova di quanto le imminenti elezioni cecene siano eque e corrette ma in alcune recenti interviste l'ex-capofila guerrigliero (era «ministro della Difesa» nel vertice della galassia indipendentista) si è lasciato scappare che si è arreso per forza maggiore: le milizie pro-russe del potente vicepremier Razman Kadirov (figlio di Akhmad, il presidente ceceno ammazzato il 9 maggio 2004 in uno spettacolare attentato allo stadio di Grozni) gli hanno rapito la stragrande maggioranza dei familiari ed amici. Ha deposto le armi per evitare che fossero ammazzati. Da Parigi Umar Khambiev ha bollato come una «farsa» le prossime elezioni (che l'Osce non monitorerà «per motivi di sicurezza» e che saranno boicottate da tutte le altre organizzazioni internazionali) e ha espresso la convinzione che «la situazione in Cecenia non cambierà». Quelle del 27 novembre saranno ad ogni modo le prime elezioni parlamentari da otto anni a questa parte. Russia Unita, il partito di maggioranza che fa quadrato attorno al presidente russo Vladimir Putin, dovrebbe vincere alla grande grazie anche al fatto che ha l'appoggio dell'uomo forte Kadirov e di tutti gli altri boss del governo ceceno. Per il Cremlino l'ideale è ovviamente un parlamento formato con tutte le apparenze possibili di democraticità e senza nemmeno l'ombra di fiancheggiatori della guerriglia indipendentista. Le ultime due elezioni presidenziali - la prima vinta da Akhmad Khadirov (nel 2003) e la seconda da Alù Alkhanov (nel 2004) - sono state offuscate da pesanti accuse di brogli. Dopo il crollo dell'Urss nel 1991 la Cecenia (dove i disoccupati sono 474.000 e cioè tre quarti della forza-lavoro) sono già andati tre volte alle urne (nel 1992, 1996 e 1997) per formare parlamenti locali che di fatto non hanno mai funzionato.(ANSA).

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