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 Il parlamento europeo riconosce il genocidio del popolo ceceno del 1944 e chiede di studiare il piano Akhmadov
Bruxelles, 26 febbraio 2004 - Nell'ambito del Rapporto Belder sulle Relazioni UE-Russia, il Parlamento europeo ha adottato due emendamenti depositati da Olivier Dupuis, radicale, e sostenuto da oltre 100 deputati, tra cui Poettering, Paasalinna, Coh-Bendit, Frassoni, Wurtz, Pasqua, Malmstrom e Bonde. Il primo emendamento, adottato alla quasi unanimità dal PE, chiede alla Commissione e all'Alto Rappresentante per la PESC di studiare il Piano Akhmadov che propone, sulla base dell'esperienza della comunità internazionale in Kosovo, l'istituzione di un'amministrazione provvisoria delle Nazioni Unite sulla Cecenia. Secondo Ilyas Akhmadov, ministro ceceno degli Affari esteri del Governo Maskhadov, questa amministrazione internazionale dovrebbe, sulla base del ritiro delle forze militari e civili russe e del disarmo dell'insieme delle componenti della resistenza cecena, provvedere alla ricostruzione della Cecenia e al radicamento della democrazia e dello Stato di Diritto in Cecenia, per prevenire ogni possibilità di destabilizzazione. Al termine del periodo di transizione i ceceni sarebbero chiamati a pronunciarsi sullo statuto finale della Cecenia. Il secondo emendamento, adottato dalla plenaria del PE, riconosce che la deportazione dell'insieme del popolo ceceno, ordinata da Stalin il 23 febbraio 1944, costituisce - in virtù della IV Convenzione dell'Aja del 1907 e secondo la Convenzione sulla prevenzione e la repressione del crimine del Genocidio adottata dall'Assemblea generale dell'ONU nel 1948 - un atto di genocidio.
Dichiarazione di Olivier Dupuis, deputato europeo, radicale:
"Lunedì 23 febbraio, dopo aver partecipato alle manifestazioni di Bruxelles e di Roma di commemorazione del genocidio ceceno del 1944, ho scritto ai miei colleghi per annunciargli che interrompevo, dopo 36 giorni, il mio sciopero della fame. L'ho fatto perché potessero oggi pronunciarsi sui due emendamenti al Rapporto Belder al di fuori di ogni possibile condizionamento al quale, anche involontariamente, la mia iniziativa nonviolenta avrebbe potuto dare luogo. Il loro voto franco e massiccio di questa mattina acquista ancor più valore e non può che rafforzare la determinazione di tutti coloro che, in Europa, ritengono fondamentale e prioritario fermare il nuovo genocidio di cui è vittima il popolo ceceno".
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