Corte Strasburgo condanna Russia per massacro Grozny (ANSA)

27 luglio 2007 - La Corte europea dei diritti dell'uomo ha oggi condannato la Russia per l'eccidio di Novye Alde, alle porte di Grozny, in cui il 5 febbraio 2000 hanno perso la vita 60 civili ceceni.
Il governo di Mosca è stato condannato per la violazione degli articoli della Convenzione dei diritti dell'uomo concernenti il diritto alla vita, il divieto di infliggere trattamenti inumani, il diritto alla giustizia. Giudicando "comprovato che i parenti dei richiedenti sono stati uccisi da militari e che i loro decessi possono dunque essere imputati allo Stato", la Corte impone alla Russia di versare 143mila euro ai famigliari di 11 delle vittime, a titolo di risarcimento di danni morali e fisici.
Nella sentenza si fa poi notare che l'apertura dell'inchiesta a distanza di più di un mese dagli eventi costituisce un ritardo inaccettabile, aggravato dalle pesanti e inspiegabili lacune che hanno accompagnato lo sviluppo delle indagini.
Infatti l'esame delle ferite, le cartucce trovate sul terreno della strage e il contributo dei testimoni che hanno assistito ai fatti svoltisi in pieno giorno, avrebbero consentito - a giudizio della Corte - una ricostruzione precisa delle circostanze, nonché l'identificazione delle armi da cui erano stati esplosi i colpi. Il fatto che gli inquirenti, in sei anni di indagini, non siano riusciti a individuare delle responsabilità, fa concludere alla Corte che "le autorità non hanno condotto un'inchiesta effettiva". (ANSA)

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