11 MEP chiedono all'interpol di considerare nullo il mandato d'arresto contro il ministro ceceno Zakaiev

Bruxelles, 29 gennaio 2004. Catherine Lalumière, vice-presidente del PE (Francia, PSE), Daniel Cohn-Bendit, co-presidente del Gruppo Verde (Francia), Francis Wurtz, presidente del Gruppo GUE/NGL (Francia), Ari Vatanen (Finlandia, PPE-DE), Glyn Ford (Regno Unito, PSE), Fodé Sylla (Francia, GUE/NGL), Geneviève Fraisse (Francia, GUE/NGL), Giuseppe Di Lello (Italia, GUE/NGL), Harlem Désir (Francia, PSE), Gianfranco Dell'Alba e Olivier Dupuis (Italia, Radicali), hanno inviato oggi una lettera al Segretario Generale dell'INTERPOL, Ronald K. Noble, con la quale chiedono di essere rassicurati sul fatto che, alla luce delle decisioni giudiziarie della Danimarca e del Regno Unito, il mandato di arresto internazionale contro il ministro ceceno Akhmed Zakayev sia considerato nullo.

Ricordiamo che nel febbraio dello scorso anno alcuni parlamentari europei hanno consegnato il "passaporto della libertà" ad Akhmed Zakayev, ministro della cultura del Governo ceceno del Presidente Maskhadov, nel momento in cui questi era, dopo un primo rifiuto da parte delle autorità danesi alla richiesta di estradizione della Federazione russa, oggetto di una nuova richiesta di estradizione che le autorità giudiziarie britanniche hanno rigettato un anno più tardi.

Olivier Dupuis è intanto giunto all'11° giorno di sciopero della fame perché la questione del genocidio ceceno sia finalmente affrontata con determinazione, dal punto di vista politico e umanitario, dai Governi dei Paesi democratici, a cominciare dai Paesi membri dell'Unione Europea, e affinché vengano rafforzate le iniziative di sostegno al Piano di Pace delle autorità cecene per l'istituzione di un'Amministrazione Provvisoria delle Nazioni Unite sulla Cecenia.


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