Oggi, 22 dicembre, come previsto  si è tenuto a Treviso un tavolo per la raccolta firme sull'appello per l'adesione di Israele all'Unione Europea. Al tavolo, allestito con il regolare permesso, avevano aderito l'Associazione Trevigiana Italia-Israele, l'Associazione Radicale di Treviso e Venezia e Veneto Liberale. In contemporanea era stata annunciata anche una conferenza stampa nella speranza di poter far conoscere le motivazioni dell’iniziativa a tutti i cittadini, naturalmente benchè i mezzi di informazione fossero stati con largo anticipo avvertiti hanno deciso di disertare completamente l’iniziativa. Evidentemente di Israele si deve parlare solo per le attività militari e mai per le iniziative di dialogo politico.

Durante la raccolta delle firme si avvicina una persona che ci grida “vergognatevi”, chissa di cosa dovevamo vergognarci. Poco male, è cosa nota che è più facile gridare che mettersi a discutere per cercare di capire.

Poco dopo questo fatto ci siamo trovati con una volante della polizia ad un metro dal tavolo e con gli agenti che ci chiedavano di verificare il permesso  e volevano informazioni su quello che stavamo facendo.

 

Cosa era successo? Perchè un tale interessamento?

 

Semplice:
era arrivata una telefonata in questura che avvertiva della presenza di un gruppo di Israeliani in piazza borsa e di "disordini".

 

Naturalmente i disordini non esistevano e tutto era tranquillo, ma evidentemente l'esposizione della bandiera dello stato democratico di Israele dava fastidio a qualcuno. Questo ennesimo segnale di intolleranza dimostra come ancora grande sia l’ignoranza e il pregiudizio nei confronti dello stato di Israele.

Peccato che ancora una volta i mezzi di informazione non abbiamo voluto aiutarci in questo nostro sforzo di dialogo e ancora una volta i cittadini non vedranno il loro diritto a conoscere rispettato.

 

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