COMUNICATO STAMPA 

Capita che al Palladio durante la giornata della memoria qualcuno abbia l coraggio di dire che alcuni politici di Treviso sono forieri di intolleranza, odio e razzismo proprio mentre noi radicali di Treviso e Venezia celebriamo il giorno della memoria con un home-page speciale per il nostro sito www.venetoradicale.it, capita poi che il sindaco di Treviso anzichè sentirsi tirato in ballo e difendersi dalle accuse di antisemitismo, ritenga più importante parlare di "cigni che sono un pericolo pubblico e vanno decimati" in spregio alle seppur poche leggi animaliste esistenti.
L'unica notizia positiva nell'ambito della giornata politica di ieri è quindi solo la presa di posizione del presidente provinciale della Cna contro il referendum sull'articolo 18. Ci auguriamo che la Cna decida di aderire al Comitato Veneto Per il NO per respingere alle urne questo quesito che, in caso di accoglimento, potrebbe portare solamente a più disoccupazione e a più lavoro sommerso.
Raffaele Ferraro, segretario dell' Associazione radicale di Treviso e Venezia


RADICALI DI TREVISO E VENEZIA: “Il Veneto dice NO all’estensione dell’articolo 18!”
La posizione dei radicali sull’articolo 18 è nota: siamo stati i primi nel ’99 a raccogliere le firme per un referendum che chiedeva l’abolizione dell’articolo 18. Poi è capitato che senza una vera campagna elettorale l’anno successivo Cofferati raccontasse ogni giorno ai cittadini che la consultazione mirava ad eliminare la giusta causa del licenziamento da una parte, che Berlusconi invitasse a non votare i referendum “komunisti” dall’altra. Questo portò ad una duplice sconfitta: non fu raggiunto il quorum e la maggioranza dei voti espressi su questo quesito furono negativi. C’è da dire che i sopraccitati signori parlavano dalle poltrone dei vari Vespa e Santoro, liberi di invitare alle loro trasmissioni chi volevano e quando volevano, mentre noi radicali potevamo esprimerci solo per mezzo delle tribune politiche - scarse e poste in fasce orarie di bassissimo ascolto - senza poter spiegare ai nostri connazionali che la giusta causa sarebbe rimasta e ciò che cambiava era la sanzione, non più reintegro ma risarcimento economico. Premesso questo, colgo positivamente il NO unanime al referendum rosso-verde che è arrivato dal Veneto. Perfino i sindacalisti bocciano il quesito. Li osserverò divertito mentre spiegano ai loro iscritti e simpatizzanti che è una follia estendere a tutti quel privilegio (loro lo chiamano diritto) la cui abolizione l’anno scorso veniva decantata come una barbarie e che avrebbe tolto, a loro dire, la dignità al lavoratore. Vedremo insomma come li convinceranno che questo articolo dello statuto dei lavoratori è si fondamentale ma solo per otto milioni di persone, che gli altri non possono e non devono averne accesso e quindi, secondo la loro logica, non hanno ne avranno dignità. Ma quando sentiremo i sindacati parlare di una seria riforma degli ammortizzatori sociali che tuteli tutti e non solo la maggioranza dei loro iscritti appartenente alla grande industria? Nel frattempo non possiamo che concordare, come quasi sempre avviene, con le parole di Renato Brunetta – iscritto a Radicali Italiani per il 2003 - secondo cui se si estendesse l’articolo 18 metà delle imprese venete chiuderebbe.
www.venetoradicale.it
Raffaele Ferraro, segretario dell’associazione radicale di Treviso e Venezia

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