RADICALI DI TREVISO E VENEZIA : “POSSIBILE FINE DEL CAFFE’ SCORRETTO ?”
Dopo la mattinata di volantinaggio, di colloquio con i passanti e i giornalisti presenti di fronte alla caffetteria da Marzia (quella dove gli extracomunitari e i tossici pagano di più) mi sento come presidente dell’associazione radicale di Treviso e Venezia di dover ribadire alcuni punti.
Non abbiamo inteso prendere una semplice iniziativa di contrapposizione e denuncia ma di ragionevolezza e dialogo,come da tradizione radicale. Alla titolare del locale diciamo che se nel bar si verificano problemi di varia natura si deve rivolgere alle forze dell’ordine, se nelle forze dell’ordine non ci fosse una corretta attenzione, o se questo non dovesse bastare, le consigliamo di compiere denuncie, o proteste formali presso il comune, la polizia municipale e i carabinieri. E’ chiaramente illegale e, a nostro parere non giustificabile, una scelta come quella sbandierata ai giornali, che risulta discriminante. Altra questione sarebbe se il problema non derivasse da comportamenti scorretti dei clienti, ma dal colore della loro pelle o dal loro stato di salute, se così fosse è ovvio che questo non è compatibile ad un esercizio pubblico, ma ad un circolo privato. Nonostante le quanto meno particolari dichiarazioni della gestrice, che racconta ai giornalisti di dover buttare le tazzine usate dagli extracomunitari, prendiamo atto di averla sentita dire ai giornalisti di non essere assolutamente razzista, quindi la invitiamo ad un trattamento equo nei prezzi e nella cortesia verso i clienti, pronti noi stessi a protestare se gli organi preposti non le garantissero sicurezza e tranquillità nello svolgimento del suo lavoro.
Davide Nicolosi presidente Associazione Radicale di Treviso e Venezia