28/02/03: VISITA AL CARCERE MINORILE DI TREVISO
Questo carcere è sicuramente il peggiore dei tre finora visitati da noi radicali veneti. Unico minorile nel triveneto ospita 18 detenuti in linea con la capienza prevista. Nel caso di esuberi viene subito chiesto un trasferimento che, essendo sempre gli altri minorili di Milano e Torino in sovraffollamento, si concretizza da Napoli in giù; questo chiaramente non permette al ragazzo di ricevere molte visite. 16 detenuti sono in custodia cautelare e in attesa di giudizio o comunque di sentenza definitiva e solo 2 stanno scontando una condanna non più impugnabile. Il problema è che questo non è un carcere ma la “prolunga” della casa circondariale di Santa Bona, cosa che è contro la legge; i problemi più allucinanti riguardano la capienza: le stanze e le celle sono tutte minuscole, ancora cerco di pensare a come 18 ragazzi possano mangiare tutti assieme nella piccolissima mensa che ho visto e che viene adibita anche a sala delle visite con parenti e avvocati. Gli uffici del personale sono ex celle minuscole, il cortile è uno schifo, la palestra è freddissima e ci sono dentro anche i computer, il campo sportivo è inagibile da 3 mesi e lo sarà ancora fino a fine giugno. L’età dei ragazzi varia tra i 14 e i quasi 21 anni, età quest’ultima limite per gli istituti minorili. Ci sono 6 educatori e 2 psicologi, un medico tutti i giorni e reperibile 24 ore al giorno, un’infermiera e una convenzione con l’assistenza sanitaria. Le guardie penitenziarie sono nettamente meno rispetto al numero previsto: 24 a fronte delle 38 necessarie e questo crea grossissimi problemi quando si rende necessario trasportare un detenuto alle udienze in tribunale perché la legge prescrive la presenza di 3 agenti più un autista; sempre per questo problema del trasporto non c’è possibilità di lavoro esterno per questi ragazzi.
Inoltre a causa di una modifica del novembre 2001 (ministro Castelli, niente da dire?) alla legge sul gratuito patrocinio si crea un meccanismo per cui essendo necessario per aver accesso all’avvocato d’ufficio un’autocertificazione mediante cui si dichiara che il proprio reddito è inferiore ad un minimo previsto della legge e non potendo i minorenni certificare, gli italiani sopperiscono a questo problema con una certificazione dei genitori mentre gli extracomunitari clandestini rimangono dietro le sbarre senza avere un’effettiva possibilità di difendersi; e questo spiega perché dei 18 ragazzi solo 4 siano italiani.
Chiudo questa relazione riportando una poesia di un ex ragazzo detenuto che era attaccata in uno dei corridoi ed era accompagnata da un disegno della Statua della Libertà:
LA LIBERTA’
Il tempo si ferma fermato dalle sbarre
Le ore si allungano i giorni diventano mesi
Ed i mesi anni e l’attesa esaspera
E l’esasperazione uccide
Però uccide solo il corpo e non la mente
Perché essa fugge in un mondo senza tristezza
Dove la libertà è la più grande ricchezza
Dove l’amore è vero e vissuto senza ipocrisie
E non raccontato solo nelle mie poesie
Prosegue il giro di visite negli istituti penali del Veneto dell'associazione radicale di Treviso e Venezia. Dopo il S. Bona di Treviso, il S. Maria Maggiore di Venezia, venerdì 28 febbraio sarà la volta dell'istituto penale minorenni di Treviso. La situazione di questo istituto è particolarmente critica in quanto si tratta di un edificio vecchio con, a detta dello stesso direttore, grossi problemi di carattere strutturale che, oltre a rendere molto difficile la vita sia ai detenuti che agli operatori penitenziari, pone delle grosse limitazioni alle attività lavorative di reinserimento che, indispensabili in qualsiasi carcere, sono fondamentali in un istituto per minori.
La delegazione che si recherà in visita sarà composta da Claudia Cadorin consigliere regionale Veneto del gruppo Liberale-Riformatori, Gabriella Vesce dell'Associazione Diritti e Rovesci "Emilio Vesce", Raffaele Ferraro e Franco Fois rispettivamente segretario e membro della direzione dell'Associazione Radicale di Treviso e Venezia.
VENERDI 28 FEBBRAIO 2003
VISITA ISPETTIVA ALL'ISTITUTO PENALE MINORILE DI TREVISO.
ALLE ORE 12 PRESSO L'ISTITUTO IN VIA S.BONA NOVA 5/C CONFERENZA STAMPA PER
ILLUSTRARE LE CONDIZIONI DI VITA E LAVORATIVE DI DETENUTI E OPERATORI
PENITENZIARI.