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Ora tocca a tutti noi stringere la rosa per offrirla al paese

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2 novembre 2005 - Sicuramente molti immaginavano il IV congresso di Radicali Italiani come momento notarile di ratifica della nascita del nuovo soggetto politico, come uno scontato, e un po' noioso, atto di accettazione di quanto deciso altrove. Invece sono stati quattro giorni di intensa partecipazione e dibattito, un congresso che se da un lato ha visto un grande entusiasmo per questa nuova sfida, dall'altro non si è nascosto le difficoltà che ci troveremo ad affrontare per riaffermare idee e principi che da anni portiamo avanti.
La mozione congressuale se letta frettolosamente può apparire una semplice ripetizione di quanto già detto nelle settimane precedenti, si tratta invece della proposizione chiara e forte di quanto dibattuto in questi giorni di congresso, un'assunzione d'impegno precisa per portare a successo il progetto laico, socialista, liberale, radicale. Non è ancora scontata l'ammissione della rosa nel pugno tra i simboli del centrosinistra, non sarà facile conquistare il diritto di cittadinaza per le nostre tesi. Da più parti continuano veti, giudizi di inaffidabilità, accuse di far perdere voti, tentativi per far desistere dal consolidamento dell'accordo tra SDI e Radicali Italiani. Proprio per questo il congresso ha affidato anche alle mani di tutti noi l'impegno per far crescere e dare forza a questo soggetto, quanto più sapremo fare dei nostri temi uno strumento con cui contrastare una politica che nei prossimi mesi diventerà sempre più scontro personale, tanto più potremmo sperare di veder premiate le nostre posizioni.
Laicità dello stato per riaffermare la separazione tra stato e chiesa a difesa di tutte le libertà, pacs per porre fine ad odiose discriminazioni, abolizione degli ordini professionali, o almeno di larga parte di essi, e di tutti quei ceppi corporativi, protezionistici, illiberali per riaprire un'economia chiusa, per sbloccare un paese bloccato, per sconfiggere l'Italia dei monopoli, delle corporazioni, dei privilegi. Queste le proposte che dovremmo spiegare e far conoscere attraverso il contatto diretto nelle piazze e nelle strade, ancora una volta spetta a noi, alla nostra voglia e capacità dar gambe alle idee. Allora, stringiamo tutti assieme la rosa nel pugno per offrirla in dono al paese.
Franco Fois
Segretario Associazione VenetoRadicale
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