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A quando la messa all'indice per chi non compra il presepe?

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2 dicembre 2006 - La polemica lanciata in Veneto da alcuni politici della casa delle libertà nei confronti dei centri commerciali che non vendono i presepi ha davvero dell’incredibile. Anzi del comico, visto che si è arrivati a proporre il boicottaggio verso ipermercati come ikea rei di non rispettare le tradizioni tanto care ai cittadini. Poco importa se la nordica ikea non ha mai venduto presepi, irrilevante che nessun negoziante eliminerebbe un prodotto dagli scaffali se non perché questo non viene richiesto dagli acquirenti.
Mentre da un lato il vescovo di Vittorio Veneto critica il cattivo babbo natale colpevole di essere il rappresentante della cultura mondana, di distogliere l’attenzione della gente dai veri problemi e che quindi sarebbe bene che a babbo natale fosse riservato un altro spazio nel calendario (????), dall’altro il coordinatore regionale veneto di alleanza nazionale si prepara a presentare un ordine del giorno in tutti i comuni per sollecitare gli ipermercati a riempire gli scaffali di presepi. Naturalmente subito allineati in questa battaglia anche Udc, Forza Italia e Lega Nord, pronti a invitare al boicottaggio dei centri commerciali.
Una sola domanda mi sento di rivolgere ai rappresentanti della casa delle libertà (sicuri il nome sia giusto?): dopo il boicottaggio di chi non vende le statuine proporrete anche la messa all’indice di chi non le compra e l’invio dei guardiani dell’ortodossia in tutte le case per verificare la presenza del presepe?
Franco Fois
Segretario Associazione VenetoRadicale e Coordinatore Regionale Rosa nel Pugno
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