Gianluca Quadrana Segretario FGS:Lettera aperta a Marco Pannella


4 gennaio 2006 - Riporto dal sito della federazione dei giovani socialisti www.giovanisocialisti.it la lettera inviata dal segretario della FGS Gianluca Quadrana a Marco Pannella. Mi sembra importante perchè centra perfettamente quello che dovrà essere da subito anche l'impegno di tutti noi.

Franco Fois
Segretario Associazione VenetoRadicale


Caro compagno Marco, sono con te, condividendo le tue stesse preoccupazioni. Le prossime settimane saranno decisive per stabilizzare le percentuali che ci vengono assegnate nei sondaggi elettorali, ma vedo molte insidie e trappole sul nostro cammino. Prima tra tutte, la burocratizzazione della Rosa nel pugno.

Nelle prossime settimane dovremmo raccogliere le firme e la mia paura è che allo spontaneismo referendario si preferisca o, solo, si anteponga il professionismo politico. Tradotto: dobbiamo muoverci ed agire come se chiedessimo un primo voto di fiducia sul progetto Fortuna, Blair e Zapatero o come, presumibilmente, preferiresti tu come se avessimo indetto un referendum sul presente e sul futuro della Rosa. Ogni banchetto deve essere una trincea ben piazzata al centro delle città, grandi e piccole, per mostraci anche fisicamente per quello che siamo e imponendo così la nostra presenza.

La mia FGS è rinata, cresciuta e maturata perchè dopo avergli dato l'anima, l'ho buttata per strada insieme ai radicali per raccogliere le firme sul referendum totalmente abrogativo (quello era il nostro quesito). Lo stesso si deve fare con la Rosa. Oramai ci siamo odorati e l'odore non dispiace alle due parti, ma se si continua a partecipare unicamente alle manifestazioni organizzate sul territorio dallo SDI o dalla FGS arriviamo poco lontano o meglio solo là dove si sommano i KM di autonomia radicali e socialisti. Occorre buttare il bambino in acqua: 100 gazebo in 100 città per la raccolta firme e per permettere alle diaspore radicali, socialiste, laiche, repubblicane, liberali di partecipare e non essere chiamate solo ed unicamente a darci fiducia quando apporranno sulla scheda una X. In questo quadro, ti sottopongo un tema: i giovani. Non ti parlo di questione generazionale, perchè non credo che le difficoltà dei giovani siano diverse da quelle degli adulti ma sono purtuttavia convinto che i giovani si sentano esclusi. E in realtà lo sono.

Siamo la prima generazione che sperimenta sul proprio corpo e sulla propria sanità psicofisica la flessibilità. Non solo quella nel mondo del lavoro, ma soprattutto quella sociale e culturale. Quando mio padre era giovane c'era il "verbo" ed era facile definirsi qualcosa, bastava vestire in un certo modo o pronunciare certi slogan per sentirsi parte di una grande ideologia e quindi di un "clan". Per noi figli e, per i più fortunati, periferici protagonisti del relativismo culturale, etico e ideale è un poco più complicato. Amiamo la nostra libertà, ma se non possiamo esprimerla a pieno e se non ci possiamo esprime a pieno, siamo costretti a rifugiarci nel familismo, nel clientelismo o, per chi fa politica, nel "filismo", vale a dire che se sei giovane e quindi hai tempo per esprimere le tue potenzialità, devi aspettare il tuo turno in fila indiana.

Sei un giovane avvocato, fai lo schiavo a zero lire facendo fotocopie e scrivendo pareri che altri firmeranno e da cui prenderanno denaro. Sei un giovane lavoratore dipendente, entra con il contratto di apprendistato allo stesso parametro, e quindi mansioni, di un vecchio collega ma prendi meno soldi perchè lui ha l'anzianità di sevizio e tu sei giovane e quindi hai tempo. Sei un giovane precario, fatti dare le assicurazioni per il mutuo dai genitori perchè la tua parola e il tuo impegno a rispettare gli obblighi di pagamento non valgono un cazzo e quindi non hai diritto alla casa ma nenache alla macchina o solo al motorino.

Sei una giovane, entri a lavorare e se hai un collega uomo al tuo stesso parametro vieni messa a fargli da segretaria, perchè le donne quello fanno e poi sono inaffidabili perchè prima o poi vanno in maternità. Sei un giovane universitario, fai la fila aspettando un professore del cazzo che viene in ritardo, se viene, perchè era impegnato nel suo studio privato o in qualche società a fare il consulente. Sei uno studente, fai la "schiuma" su testi di italiano, matematica, storia e geografia astronomica chiedendoti a che cazzo ti serviranno, senza capire fino in fondo il nesso tra il fatto che in Italia i programmi didattici hanno 70 anni e il tuo professore la stessa età.

Sei un giovane politico e non militi nei radicali, fai la fila che prima di te ci sono i professionisti, quelli che se pure perdi tre elezioni di seguito meriti di essere ripagato, o consolato, con maggiori e più redditizi incarichi, sempre, evidentemente, al servizio del Paese, dei cittadini e della tua parte politica. Mi sembra possa bastare per chiedere l'intervento della corte penale internazionale per violazione dei "diritti fondamentali dell'uomo e del cittadino".

Siamo figli della libertà, ma vorremmo esserne anche i protagonisti ed invece in qualsiasi direzione ti rivolgi trovi le sbarre come se fossimo chiusi in un ghetto. Siamo cittadini con gli stessi diritti degli altri ma esercitabili ad un grado inferiore. Per questo, ti invito a fare questa battaglia di libertà anche a nome di chi come noi è ammanettato dalla paura di essere scambiato per quello che vuole cacciare. Sicuro che faremmo un servizio ai giovani e anche alla Rosa nel pugno, non da ultimo in termini elettorali, che non guasta mai, aspetto tue notizie.

Con affetto. Gianluca


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