Mozione particolare approvata al IV congresso di Radicali Italiani


4 novembre 2005 - Al IV Congresso di Radicali Italiani tenutosi a Riccione, e' stata presentata ed approvata una Mozione Particolare che riporto di seguito.
La mozione e' nata da Gianfranco Leonarduzzi dei Radicali Friulani e Alessandro Doni di Veneto Radicale, il suo scopo e' esclusivamente quello di tenere alta l'attenzione sui temi relativi alla liberalizzazione dei mercati, che rappresentano per noi priorita' assoluta per quella riforma Blairiana tanto e giustamente richiesta dal progetto della Rosa Nel Pugno.

Alessandro Doni
punto di riferimento a Padova di VenetoRadicale



IV Congresso di Radicali Italiani    Riccione 29 ott. - 1 nov. 2005

MOZIONE PARTICOLARE

PER LA LIBERALIZZAZIONE DEI MERCATI

Premesso che le relazioni ascoltate nel corso del congresso di Radicali Italiani, riunitosi a Riccione dal 29 ottobre al 1° novembre, sono condivisibili, avvertiamo tuttavia la preoccupazione che la mancata riaffermazione, durante l’attivita’ congressuale, delle proposte di riforma strutturale dell’economia sostenute da Radicali Italiani negli ultimi anni, possa tradursi in una condotta rinunciataria nei confronti delle istanze liberiste in sede di future trattative programmatiche.
Riteniamo inoltre che la sola proposta di abolire gli ordini professionali, seppur positiva e incoraggiante, non sia sufficiente a dare la necessaria svolta al sistema economico italiano, bisognoso di riforme strutturali liberiste.
Per questi motivi impegna gli organi dirigenti a sostenere anche in sede di future trattative programmatiche e indipendentemente dall’interlocutore politico, le riforme economiche a partire da:
  • Liberalizzazione dei servizi – direttiva Bolkestein.
  • Riforma delle pensioni – da sistema a retribuzione a sistema a capitalizzazione individuale con istituzione di un fondo pensione privato.
  • Introduzione di una nuova concezione di tassazione basata sul principio della flat tax.
  • Miglioramento, a partire dalla legge Biagi, in senso ulteriormente liberista della normativa in materia di mercato del lavoro.


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