Premesso che le relazioni ascoltate nel corso del congresso di Radicali
Italiani, riunitosi a Riccione dal 29 ottobre al 1° novembre, sono
condivisibili, avvertiamo tuttavia la preoccupazione che la mancata
riaffermazione, durante l’attivita’ congressuale, delle proposte di riforma
strutturale dell’economia sostenute da Radicali Italiani negli ultimi anni,
possa tradursi in una condotta rinunciataria nei confronti delle istanze
liberiste in sede di future trattative programmatiche.
Riteniamo inoltre che la sola proposta di abolire gli ordini professionali,
seppur positiva e incoraggiante, non sia sufficiente a dare la necessaria
svolta al sistema economico italiano, bisognoso di riforme strutturali
liberiste.
Per questi motivi impegna gli organi dirigenti a sostenere anche in sede di
future trattative programmatiche e indipendentemente dall’interlocutore
politico, le riforme economiche a partire da:
- Liberalizzazione dei servizi – direttiva Bolkestein.
- Riforma delle pensioni – da sistema a retribuzione a sistema a
capitalizzazione individuale con istituzione di un fondo pensione privato.
- Introduzione di una nuova concezione di tassazione basata sul principio della
flat tax.
- Miglioramento, a partire dalla legge Biagi, in senso ulteriormente liberista
della normativa in materia di mercato del lavoro.