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7 apr. 2005 - Dietro alibi inconsistenti e norme inesistenti il ministro Pisanu e il governo hanno deciso di compiere l'ennesimo atto di sottomissione alle gerarchie vaticane. La data del 12 giugno per lo svolgimento dei referendum contro la legge sulla fecondazione assistita è proprio quella chiesta a gran voce dalla CEI attraverso il suo capopartito Monsignor Ruini, agognata da chi sapendo di non avere argomentazioni valide a difesa della legge spera nel non raggiungimento del quorum.
Ancora una volta Berlusconi ha ceduto alle forze più clericali del suo schieramento, ancora una volta Prodi non ha detto una parola in difesa dell'iniziativa referendaria per la quale la maggior parte dei suoi si sta impegnando.
La battaglia diventa sicuramente più difficile ma non per questo è da considerarsi già persa. Ora diventa fondamentale l'impegno diretto per poter riaffermare principi quali la libertà individuale e la laicità dello stato, solo attraverso una partecipazione attiva sarà possibile rimuovere gli enormi ostacoli che la legge 40/2004 pone alla libertà di cura e di ricerca. Il comitato referendario non dispone, e non disporrà, di tutti i mezzi economici a disposizione dei vari movimenti per l'astensione provenienti dallo Stato Città del Vaticano, il comitato può solo contare sulla fantasia dei militanti e su ciò che questa sarà in grado inventare.
Indispensabile una grande partecipazione, attraverso il proprio contributo ognuno può fare la differenza tra la vittoria e la sconfitta, dobbiamo fare un grande sforzo per cercare di battere quei gruppi intenti a convincere gli elettori a non prendere posizione, a disimpegnarsi non andando a votare. Il nostro obbiettivo deve essere quello di informare gli elettori perché questi possano formarsi una convinzione personale e dare a questa corpo e forza nell'unico modo che un sistema democratico conosce, il voto.
Allora coraggio, non nascondiamoci dietro ingiustificate paure o facili scuse: io non l'ho mai fatto, non sono in grado di parlare alla gente, non ho tempo. Bisogna provarci per non trovarsi, dopo, a dover fare i conti con il dubbio che forse sarebbe bastato poco per cambiare le cose.
Per informazioni, ma soprattutto per dare la propria indispensabile disponibiltà, si può scrivere a: referendum@venetoradicale.it.
Franco Fois Segretario Associazione VenetoRadicale
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