Diocesi di Treviso: Vietato parlare (e votare)


11 apr. 2005 - Ieri, domenica 10 aprile, ci siamo recati presso l’Istituto Canossiano di Treviso per assistere all’incontro “E quando facciamo fatica ad aver figli... che cos’è la procreazione medicalmente assistita? Incontro di conoscenza e approfondimento del valore della vita in vista dei referendum”. L’incontro, promosso dalla diocesi di Treviso, si proponeva di affrontare i “quesiti referendari sulle norme in materia di procreazione medicalmente assistita” proponendo “indicazioni orientative per il referendum sulla legge 40/2004”. A nostro giudizio l’esposizione è stata lacunosa, essendo state omesse alcune importanti tematiche inerenti l’argomento in discussione quali ad esempio la questione dei 30.000 embrioni sovrannumerari comunque destinati alla distruzione e le rilevanti incongruenze giuridiche introdotte con l’approvazione della legge 40/2004.
Consci della circostanza che l’incontro era mirato alla formazione dell’opinione dei fedeli, abbiamo comunque trovato inopportuno un continuo e ripetuto mescolare valutazioni etico-morali all’esposizione scientifica dei fatti. Al termine delle relazioni degli oratori è stata data al pubblico la possibilità di porre domande ed esprimere riflessioni; dichiarando di essere del Comitato Promotore abbiamo richiesto di poter disporre, in coda a tutte le domande, di 4-5 minuti (nell’ambito di un incontro durato quasi 3 ore!) per arricchire il dibattito con un differente punto di vista, nella convinzione che per formare un’opinione individuale cosciente e completa sia essenziale il confronto dialettico tra idee contrapposte.
Questa importante opportunità ci è stata negata, avendoci gli oratori rifiutato la possibilità di intervenire.
Essendo un’iniziativa di parte, riteniamo la loro decisione legittima quanto inopportuna: chi scrive è sempre stato disponibile a garantire a tutti la possibilità di esprimere la propria opinione di qualunque natura e provenienza essa fosse, secondo il principio Voltairiano per cui “aborro le Sue idee ma sarei disposto a dare la vita per consentirLe di poterle esprimere”.
Non siamo affatto sorpresi da quanto accaduto, considerati i continui e pressanti inviti all’astensionismo per spingere gli elettori a rinunciare ad un loro fondamentale diritto, nel triste tentativo di boicottare la consultazione popolare. Tale tesi è stata sostenuta con un infelice esempio nel quale l’astensionismo fisiologico è stato disinvoltamente arruolato tra le fila dei contrari ai referendum. L’opportunità strategica di un’astensione di massa è stata più volte ribadita in risposta ai non pochi interventi di coloro che hanno sostenuto la democratica strada di recarsi alle urne per votare no.

Raffaele Ferraro, VenetoRadicale
Luigi Calesso, Oggiperdomani
Martino Pani, Associazione Luca Coscioni


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