Referendum fecondazione assistita: Abbiamo perso.


14 giu. 2005 - Abbiamo perso. Non siamo riusciti, o non abbiamo potuto, far comprendere che la posta in gioco non era solo quella strettamente medica ma soprattutto quella delle libertà individuali. Dal mio punto di vista la situazione è molto grave e temo un futuro assai scuro. Queste votazioni si sono svolte in uno stato a sovranità limitata, la data scelta per il voto, la fortissima ingerenza delle gererarchie vaticane nella politica italiana, il controllo sociale da questa operata con l'invito a non andare al votare (impossibile presentarsi al seggio in un piccolo centro dove tutti sanno tutto), le figure istituzionali di garanzia che diventano militanti di parte in barba alle norme di legge, i mille impedimenti al voto posti ai malati, ai residenti all'estero che non hanno ricevuto nessuna informazione o che rientrati in Italia si sono visti negare il diritto di voto. Adirrittura il politologo editorialista del Corriere Della Sera Giovanni Sartori, dichiaratamente a favore del sì, presentatosi con il certificato elettorale al suo seggio di Firenze si è visto negare il diritto di voto perché senza che gli fosse comunicato era stato iscritto nelle liste elettorali all'estero. Giovanni Sartori astenuto!
Ricordate come fino al giorno prima del voto tutti dicevano essere disponibili a rivedere la legge in parlamento? Subito dopo l'esito referendario Bondi si è precipitato a dichiarare "Nessuno ora chieda di rivedere la legge". Ricordate le affermazioni con cui si dichiarava che la legge sull'aborto non era il prossimo obbiettivo? Scienza e vita si è subito lanciata in affermazioni del tipo "adesso bisogna proseguire su questa strada"……

E adesso cosa facciamo?

Due le scelte: trasferirci all'estero o rimboccarci le maniche. Io scelgo la seconda.
Se siamo consapevoli che la libertà e i diritti non sono cose le quali una volta conquistate ci sono per sempre, ma che invece devono essere difese giorno per giorno dobbiamo impegnarci da subito e senza delegare ad altri il faticoso compito di mantenere questi temi al centro del dibatitto politico e sociale. La legge non verrà toccata almeno fino al 2007, nessuno vorrà modificarla in questo parlamento e dopo le elezioni, se cambierà il governo, ci vorrà un bel po' prima di trovare un'accordo con Rutelli (sempre che sia possibile). Unica speranza noi, il nostro personale, diretto e forte impegno per la difesa delle libertà individuali, dei diritti civili, il nostro essere convinti difensori di uno stato di diritto, laico, liberale. Dobbiamo combattere questo nuovo clima da caccia alle streghe e far tutto il possibile perché queste nostre convinzioni siano il punto qualificante e centrale dell'iniziativa politica dei prossimi mesi. Anzi dei prossimi giorni.
A Roma dal 17 al 19 presso hotel Ergife si terrà un'assemblea convocata da medici e ricercatori per discutere ed immaginare come proseguire nella lotta. Hanno già aderito oltre 1000 persone, tra queste spiccano nomi come: Giulio Cossu, Gilberto Corbellini, Stefania Prestigiacomo, Emma Bonino, Barbara Pollastrini, Eugenio Scalfari, Lanfranco Turci, Chiara Valentini, Marco Pannella, Daniele Capezzone, Luca Coscioni, Maura Cossutta, Furio Colombo, Antonio Martino, Enrico Boselli… E' un buon punto di ripartenza se siamo convinti che quanto fino a qui fatto è stato importante e doveroso. Partecipiamo e invitiamo a partecipare. Io non mollo e sarò felice se altri vorranno condividere questa resistenza e questo impegno per la speranza.
Abbiamo perso, ma soprattutto hanno perso i malati e il nostro paese.

Franco Fois
Segretario Associazione VenetoRadicale


Home Page