Le pericolose idee del vicepresidente della regione Zaia


5 set. 2005 - Tre liste di collocamento: una per i veneti, una per quelli di origine veneta e una per gli extracomunitari. La proposta, illustrata dal vicepresidente della regione Veneto Luca Zaia al ministro Maroni per contrastare le "orde" di immigrati che sottraggono il lavoro ai veneti, si inserisce nella logica molto diffusa nel nordest secondo la quale gli immigrati vanno bene solo fino a quando sono utili a far sviluppare le migliaia di piccole aziende e laboratori. La necessità di creare una struttura sociale di accoglienza in grado di ridurre le cause di contrasti e tensioni sembra non riguardare questa classe politica. Il motto dei notabili leghisti è uno solo: il Veneto ai veneti.
A quando la prosta di autobus e treni riservati ai veneti?
Sembra completamente scomparso ogni ricordo dei sopprusi e delle discriminazioni subite fino a pochi decenni fa dagli emigrati veneti, molti dei quali clandestini, in Francia, Svizzera, Germania e Gran Bretagna. Eravamo noi quelli che rubavamo il lavoro, la causa principale degli atti criminali, del dilagare della prostutizione, quelli sporchi da confinare nei margini più degradati delle città. Anche in quei paesi si gridava: padroni in casa nostra. Al riguardo consiglerei la lettura de "L'orda. Quando gli albanesi eravamo noi", del veneto Gian Antonio Stella.
Lascia stupefatti come davanti ai gravi problemi economici e sociali che anche la nostra regione si trova ad affrontare non si riesca a far di meglio che propugnare una politca medievale, caratterizzata dall'innalzamento di muri, steccati e barriere. Sposare la teoria dell'assedio, della necessaria difesa della razza attraverso la fortificazione della cittadella è destinata a creare solo maggiori tensioni e rischi per la collettività. Evidentemente risulta più facile per certa classe politca lasciarsi andare a dichiarazioni urlate e di chiaro sapore porpagandisco, piuttosto che cercare di immaginare soluzioni efficaci in grado di gestire un futuro che inevitabilmente sarà sempre più caratterizzato da spostamenti di grandi masse di persone.
Del resto queste dichiarazione di Zaia fanno il paio con quelle rilasciate nella stessa sede dal vicesindaco di Treviso Gentilini il quale dopo il tentativo di vietare persino i caftani, da sostituitre con giacca e cravatta, lancia una battaglia contro la birra in quanto bevanda non autoctona veneta.
Speriamo che queste brillanti proposte per lo sviluppo economico del Veneto siano state condizionate dalla sede nella quale sono state rilasciate: l'inaugurazione del forum dello spumante di Valdobbiadene.

Franco Fois
Segretario Associazione VenetoRadicale


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