Riduzione degli aborti: unica via l'informazione sulla contraccezione


15 gennaio 2008 - In questi giorni di "grande" dibattito quasi nessuno si sforza per proporre azioni che realmente possano ridurre il ricorso all'aborto. Quasi nessuno, appunto. Domenica scorsa il comitato nazionale di Radicali Italiani ha approvato una mozione particolare, a prima firma Valerio Federico ma che vede anche quelle di Marco Cappato Silvio Viale Franco Fois Igor Boni, che indica la strada per ridurre ulteriormente il numero di aborti e impegna radicali italiani, e quanti vorranno unirsi, ad attivarsi perchè in Italia possa finalmente giungere nelle scuole l'informazione sui sistemi contraccettivi.
Mentre il coordinamento provinciale di Venezia del PD decide di non votare una mozione che ribadisce i buoni risultati della 194 e la necessità di respingere tentativo di depotenziare l’applicazione della legge in Veneto mediante il PDL regionale n. 3/2005, la mozione di Radicali Italiani appare come una concreta iniziativa per la riduzione degli aborti su cui, anche in Veneto, lavorare assieme tra quanti non intendono accettare un arretramento sulle libertà individuali e una sottomissione dello Stato ai voleri del Vaticano.

Il Comitato Nazionale di Radicali Italiani, riunito a Roma nei giorni 11-12-13 gennaio 2007, considerato:

che la legalizzazione dell’aborto ha permesso una riduzione del 60% degli aborti volontari tra le donne italiane e del 45%, se si considerano anche le donne immigrate, con una riduzione nettamente superiore a quella delle nascite;

che il nostro Paese è agli ultimi posti in Europa nell’utilizzo di metodi contraccettivi e che i nostri giovani sono tra i meno informati;

che in Italia pochi giovani si rivolgono ai consultori e che l’informazione sessuale nelle famiglie è pressoché assente, mentre il bombardamento televisivo costituisce uno stimolo alle fisiologiche curiosità giovanili proponendo modelli relazionali di promiscuità sessuale;

che l’informazione e l’educazione sessuale veniva e viene fatta negli Istituti scolastici solo a seguito di iniziative di singoli docenti o prèsidi;

che in molti casi nelle scuole l’argomento della sessualità viene trattato solo in relazione alla sfera relazionale senza alcun riferimento alla contraccezione e addirittura con l’intervento di persone contrarie ai metodi contraccettivi;

che gli aborti tra le donne più giovani non sono in riduzione, essendo stati nel 2005 4311 (3% del totale) nelle minorenni, 30.501 (23,7% del totale) tra i 18-24 anni e 22.888 (22,4% del totale) tra i 25-29 anni, scontando una carenza di conoscenze acquisite man mano che l’attività sessuale diventa più regolare;

che le malattie sessualmente trasmesse (MST) sono in aumento;

che il Ministero della Salute ha deciso di proporre una vaccinazione di massa per l’HPV delle ragazze di 12 anni;

che oggi è necessario promuovere il concetto di “doppia protezione” per prevenire assieme le gravidanze e le MST, mediante l’associazione del profilattico con un metodo contraccettivo sicuro;

che l’educazione sessuale, per sua natura legata a differenti concezioni filosofiche, psicologiche e religiose, potrebbe fare parte solo degli insegnamenti facoltativi,

che, in ambito medico, i minori sono ritenuti in grado di prendere decisioni, per cui occorre sempre tenere presente le loro opinioni, oltre a quelle dei genitori;

che ai fini dei rapporti sessuali l’emancipazione sessuale si acquisisce a 14 anni;

che l'Organizzazione Mondiale della Sanità promuove l'utilizzo del preservativo come "componente essenziale di tutti i programmi di prevenzione e cura dell'Hiv e delle malattie sessualmente trasmissibili". L’OMS ha incluso la lotta alle MTS tra le assolute priorità di salute pubblica,

che nel documento “La nuova Epidemiologia delle Malattie a Trasmissione Sessuale” (MTS) dell’Istituto Superiore di Sanità si afferma che ‘il controllo e la prevenzione delle MTS rappresentano oggi obiettivi di salute pubblica prioritari (…)’

che l’art. 32 della Costituzione Italiana afferma che ‘la Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività (…)’, appare dunque necessario informare tutti i cittadini in età scolare sulla prevenzione delle MTS;

individua:

come necessaria e improrogabile la promozione di un’azione di informazione sessuale su tutti i metodi contraccettivi come mezzo per ridurre le gravidanze indesiderate e di una maggiore consapevolezza nei giovani, partendo proprio dalle scuole;

chiede:

che l’informazione sessuale sia obbligatoria nei programmi delle scuole medie inferiori e superiori;

promuove un appello al Ministro della Pubblica Istruzione affinché:

nelle nuove “Indicazioni per il Curricolo” delle scuole medie inferiori sia inserito un riferimento esplicito all’informazione sessuale, con particolare riferimento ai metodi contraccettivi ed al riconoscimento dei diversi orientamenti sessuali;

nelle scuole medie superiori vengano date indicazioni vincolanti perché sia inserita l’informazione sessuale, con particolare riferimento ai metodi contraccettivi ed al riconoscimento dei diversi orientamenti sessuali.


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