Appello per lista comune Laica, Liberale, Radicale e Socialista alle elezioni
8 febbraio 2008 - Laici, socialisti, radicali e liberali si troveranno, a breve, ad affrontare elezioni politiche anticipate che non auspicavano e non ritenevano utili per il Paese.
La Costituente Socialista, l'area radicale, i gruppi liberali e le diverse formazioni laiche debbono riprendere un confronto che dovrà ridare una risposta politica ed organizzativa a quella parte di Italia che si riconosce nei valori di libertà, laicità e modernità. Una importante risposta si è già avuta, non più tardi di due anni fa, con
la Rosa nel Pugno, che si è dimostrata, a partire dai 31 punti di Fiuggi sempre più attuali e pur nelle gravi difficoltà
organizzative, fondamentale per la vittoria del Centro-sinistra e capace di dare un'iniezione di laicità e di libertà al Paese. La mancata trasformazione della Rosa nel Pugno in soggetto politico unico è stata, a nostro avviso, un grave errore, di cui le difficoltà attuali sono figlie legittime.
Giungere all'appuntamento elettorale divisi e presenti in liste elettorali concorrenti rischia di essere la pietra tombale sulla possibilità che si affermi il partito della sinistra liberale e innovatrice che noi auspichiamo. Verrebbe a mancare, all'Italia laica, liberale, socialista e radicale, la possibilità di essere efficacemente rappresentata in Parlamento proprio nel momento di massimo dispiegamento dell'offensiva conservatrice e clericale.
Noi facciamo diretto appello ai membri del Comitato promotore della Costituente Socialista, ai dirigenti radicali, ai dirigenti liberali e agli animatori di tutte le altre formazioni laiche ad incontrarsi urgentemente per verificare la possibilità di un rilancio di questa esperienza in nome delle istanze, delle proposte e dei principi nei quali un milione di elettori hanno trovato speranza e rappresentanza.
L'obiettivo immediato, al di là del simbolo e della denominazione della forza politica, è il raggiungimento di un accordo che permetta la presentazione dei candidati laici, socialisti, liberali e radicali in una unica lista, riconoscibile ed identificabile come tale.
Nell'urgenza dei tempi dettati dalla convocazione dei comizi elettorali occorre partire da quello che unisce, vale a dire la condivisione del principio della laicità dello Stato e delle libertà economiche e sociali. Di qui la necessità di individuare alcuni obiettivi e battaglie che sono già patrimonio comune indiscusso di radicali, socialisti e liberali - quali la libertà di ricerca scientifica, la regolamentazione delle unioni civili, la riforma del welfare e del mercato del lavoro – trasformandoli in altrettante proposte di legge che i parlamentari che saranno eletti si impegnano a
presentare ed a sostenere sia in sede legislativa sia in sede di eventuali accordi di Governo. Siamo convinti che fare leva su questi punti sarebbe oggi un segnale importante per tutti i cittadini ed elettori che costituiscono la parte più viva eppure meno rappresentata della società italiana.
Il nostro appello, che non è alla buona volontà , ma alla capacità politica dei membri della Costituente Socialista, dei dirigenti radicali e liberali, si basa sulla convinzione che questi sapranno rinunciare ad ambizioni ed egoismi personali e di Partito.
Con questo nostro appello intendiamo aprire un dibattito chiaro, alla luce del sole e necessariamente rapido fra tutti, nella consapevolezza che il ruolo dei singoli membri del "Comitato promotore socialista" e dei dirigenti radicali e liberali è, non fosse altro che per la ristrettezza dei tempi, decisivo e fondamentale in ogni senso, perché
anche le prossime elezioni non passino alla storia politica del nostro Paese come l'ennesima occasione perduta.