Il Consiglio Provinciale di Venezia sostiene l'iniziativa del Dalai Lama


21 marzo 2008 - Il Consiglio Provinciale di Venezia ha accolto l’appello rivolto dall’Associazione VenetoRadicale a compiere un gesto di solidarità verso la causa del popolo tibetano e in sostegno dell'invito al dialogo rivolto dal Dalai Lama alle autorità cinesi.
Sottoscritto da tutti i capogruppo un documento, nato dal lavoro della Consigliera del PD Laura Di Lucia Coletti, con il quale si da mandato al Presidente della Provincia di individuare “le modalità più idonee per far sentire anche la voce di questa istituzione a sostegno dell'invito al dialogo, rivolto dal Dalai Lama alle autorità cinesi”. Il documento sottolinea come “la tragedia che in queste ore si sta consumando in Tibet, conferma ancora una volta, e proprio nell'anno in cui ricorre il sessantesimo anniversario della dichiarazione dei Diritti umani dell'Onu, che la 'battaglia' per il rispetto dei Diritti umani nel mondo è ancora lunga e merita l'attenzione di tutte le Istituzioni democratiche”. Si afferma inoltre che “accanto all'iniziativa politica è necessario che l'intero sistema mediatico, internazionale e nazionale, reagisca, anche con iniziative congiunte, informando su quanto sta accadendo in Tibet”.

In contemporanea al pronunciamento del Consiglio Provinciale abbiamo consegnato alla segreteria del Sindaco di Venezia una bandiera del Tibet, in attesa della prossima riunione del Consiglio Comunale che ne delibererà l’esposizione.

Il testo intregale del documento:

  La tragedia, che in queste ore si sta consumando in Tibet, conferma ancora una volta, e proprio nell'anno, in cui ricorre il sessantesimo anniversario della dichiarazione dei Diritti umani dell'ONU, che la "battaglia" per il rispetto dei Diritti umani nel mondo è ancora lunga e merita l'attenzione di tutte le Istituzioni democratiche. Chiunque abbia responsabilità istituzionali, politiche o associative ha il dovere di far sentire la propria voce contro la sistematica violazione dei diritti umani e civili e quindi sostenere l'invito rivolto dal Dalai Lama alle autorità cinesi, perché sospendano la repressione, che ha già causato decine di morti, e si possa aprire un tavolo di trattativa volto al riconoscimento dell'autonomia (non dell'indipendenza) del popolo tibetano, al rispetto della loro storia e cultura. Il Ministro degli Esteri italiano, ieri ha ribadito la gravità della situazione e ha proposto ai partner europei l'invio di una missione dell'Ue per discutere con le autorità di Pechino la situazione e le prospettive di ripresa del dialogo in Tibet. Accanto all'iniziativa politica è necessario che l'intero sistema mediatico, internazionale e nazionale, reagisca, anche con iniziative congiunte, informando su quanto sta accadendo in Tibet.
  Le Olimpiadi di Pechino sono state organizzate dal governo cinese come un grande affare politico e mediatico, quindi è opportuno far sentire i rischi che potrebbero derivare alla Cina da una grande campagna mediatica tesa a valorizzare quanti, ogni giorno, anche in quelle realtà, si stanno battendo per la piena affermazione dei più elementari diritti: da quello di parola a quello di preghiera.
  Ogni gesto a sostegno della lotta non violenta di un popolo oppresso da 50 anni diventa in queste ore di grande significato e utilità, soprattutto per mantenere viva l'attenzione della comunità internazionale e scongiurare un aumento della violenza e della repressione.
  Ecco perché con questo documento ci rivolgiamo a Lei, Signor Presidente, affinché possa scegliere le modalità più idonee per far sentire anche la voce di questa istituzione a sostegno dell'invito al dialogo, rivolto dal Dalai Lama alle autorità cinesi.


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