Per il ripristino della legalità del parlamento e dei diritti dei cittadini

9 maggio 2006 - Tra un misto d'indifferenza e rassegnazione si sta consumando l'ennesimo soppruso ai danni del tanto, alla bisogna, osannato popolo sovrano. Ancora una volta si tenta di fare carta straccia della lettera della legge prefendole un'interpretazione di comodo irrispettosa del diritto e degli atti legislativi.
La diabolica nuova legge elettorale per l'elezione al Senato prevede che nelle regioni in cui la coalizione vincente abbia superato il 55% dei voti i seggi spettanti vengano ripartiti tra le forze che hanno superato il 3% in quella data regione.
Nel caso in cui non si sia invece raggiunto il 55% la riaprtizione deve avvenire in modo proporzionale tra tutte le liste senza alcuna soglia di sbarramento.
L'assenza della soglia di sbarramento era stata formalizata dal parlamento, durante la discussione della legge al Senato, attraverso il mancato accoglimento di un emendamento volto a inserire la suddetta soglia di sbarramento. Una illecita interpretazione da parte degli uffici del ministero degli interni ha invece inserito lo sbarramento, non previsto dal parlamento, nelle norme per l'attribuzione dei seggi al Senato, con il risultato che ben otto rappresentanti del popolo eletti a norma di legge si vedono sbarrate le porte di palazzo Madama. In particolare la Rosa nel Pugno, che tra quegli otto eletti vede quattro suoi esponenti, viene completamente cancellata da un ramo del Parlamento, oltre 900mila elettori vengono privati dei loro rappresentanti.
Come per la nomina dei giudici della corte costituzionale, per il ristabilimento del plenum della Camera dei Deputati, per il riconoscimento del pieno potere di grazia al Presidente della Repubblica ancora una volta Marco Pannella, assieme a Enrico Boselli, Emma Bonino e a tutta la Rosa nel Pugno, deve con forza e intransigenza aprire un fronte di lotta per assicurare a questo paese il rispetto formale e sostanziale della legge. Ancorchè necessaria questa lotta rischia di essere battuta in partenza se non sarà portata alla conoscenza dei cittadini. Se non saranno forniti gli strumenti per comprendere come non si tratti di una battaglia a difesa delle poltrone ma di un impegno per garantire il rispetto delle regole democratiche, per assicurare che da subito il nuovo parlamento si fondi sull'applicazione scrupolosa delle leggi, verrà inflitta l'ennesima profonda ferita alla legalità costituzionale e ai diritti di partecipazione democratica di tutti i cittadini.
C'è da augurarsi che altri vogliano lasciare le lotte di potere che si stanno combattendo nel chiuso dei palazzi per uscire ed unirsi alla Rosa nel Pugno nella battaglia per il ristabilimento del diritto degli elettori a vedersi rapresentati secondo la propria volontà espressa tramite il voto del 9 e 10 aprile, per scongiurare il rischio che le stragi di legalità, di diritto, di democrazia diventino sempre più prassi del potere.
La Rosa nel Pugno lo ha dichiarato: il ristabilimento della legalità costituzionale sarà assolutamente pregiudiziale per qualsiasi impegno di governo.

Franco Fois
coordinatore regionale Rosa Nel Pugno

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