PDL regionale n.3: ora bisogna continuare
9 ottobre 2006 - Oltre 2000 persone hanno partecipato sabato scorso alla manifestazione contro il progetto di legge regionale che intende consentire l'accesso a rappresentanti dei movimenti antiabortisti nei reparti di ostetricia e ginecologia oltre che nei consultori familiari, sale d'aspetto ed atri degli ospedali.
Moltissime le adesioni ricevute dalle organizzatrici da parte di politici, associazioni (tra cui il Ministro Emma Bonino, il Deputato della RNP Lanfranco Turci e l'Associazione Luca Coscioni),e rappresentanti del mondo della cultura, tutti accomunati dal convinzione che fermare questo progette di legge vuol dire scongiurare il pericolo per il Veneto di tornare indietro di 30 anni sul fronte delle libertà individuali e del diritto all'autoderminazione delle donne. Evitare al Veneto, che già deve fare il conto con l'80% dei medici obbiettori e con un tempo per l'esecuzione dell'interruzione di gravidanza tra i più alti d'Italia, il rischio di vedere riesplodere la piaga degli aborti clandestini soprattutto tra le fasce sociali più deboli.
Ora, però, diventa indispensabile far seguire a questa grande mobilitazione un impegno costante per evitare che terminati i clamori di questa giornata si cerci di far passare il PDL con accordi di sottobanco al consiglio regionale. Tutti siamo chiamati a continuare la mobilitazione per tenere viva l'attenzione tra i cittadini, in particolare dovranno le forze politche presenti in regione bloccare ogni tentativo di far passare questo pericoloso progetto di legge.


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