12 gennaio 2007 - La pillola del giorno dopo continua ad essere nel nostro paese un miraggio, sempre più frequentemente vengono alla luce casi in cui la necessità di ricorrere a all’uso di questo sistema contraccettivo di emergenza si traforma in una “missione impossibile”.
"Ci hanno detto che eravamo degli irresponsabili e va bene, ma che non potevano darci la pillola del giorno dopo perchè poteva fare male al feto. Al feto? Ma se erano passate solo 50 ore?"
Questo è l’inizio del racconto, apparso oggi su il gazzettino, fatto da due giovani veneziani che a causa di un preservativo danneggiato avevano deciso di rivolgersi ad un consultorio i primi giorni dell’anno. Non è stato sufficiente dover superare le difficoltà per trovare un consultorio aperto nei giorni di festa, la coppia si è pure dovuta sentire dire da una ginecologa raggiunta telefonicamente da un’impiegata (la quale nel frattempo si è sentita in obbligo di fare una ramanzina ai ragazzi), che la pillola del giorno dopo danneggiava il feto e che comunque era passato troppo tempo (50 ore).
Usciti dal consultorio con un nulla di fatto fortunatamente la coppia non si è persa d’animo, scoperto che c’erano 72 ore di tempo per l’uso del contraccettivo sono tornati nel consultorio e dopo aver insistito per trovare un ginecologo sono stati messi in contatto con la sede dell’AIED di Mestre dove finalmente in serenità hanno potuto ricevere le informazioni e il farmaco.
Quanto dobbiamo ancora aspettare perché nel nostro paese le coppie non debbano più sottoporsi ad uno slalom tra mille difficoltà e grossolane menzogne ma possano acquistare liberamente la pillola del giorno dopo?
La prevenzione dell’aborto passa attraverso la conoscenza e la facilità di reperimento dei mezzi anticoncezzionali. A meno che non si voglia percorrere la via consigliata anni fa da un potente democristiano veneziano: quella dell’astinenza.
Franco Fois
Segretario Ass.VenetoRadicale
Componente Comitato Nazionale Radicali Italiani