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Il coraggio di accettare fino in fondo la sfida

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13 novembre 2006 - Appare evidente a tutti, o almeno a chi sa e vuole guardare, come sia urgentissimo giungere alla calendarizzazione del progetto Rosa nel Pugno. Se la rosa non sboccia definitivamente si rischia di veder morire non tanto i partiti promotori, quanto le speranze di un futuro per le politche laiche, liberali, socialiste, radicali. Per scongiurare questo è indispensabile smettere di vivere ciascuno della propria etnia, sia questa quella Sdi o quella di Radicali Italiani, smettere con l'errore di agire come due soggetti aggrappati alle proprie bandiere. Smettere, se davvero vogliamo dare respiro alla RNP, con atteggiamenti incomprensibili, oltre che grossolanamente errati dal punto di vista della comunicazione, come ad esempio continuare a dire: il parlamentare radicale tizio o il parlamentare socialista caio. Non esistono eletti dello SDI, non esistono eletti di Radicali Italiani, esistono solo eletti della Rosa Nel Pugno. gli elettori non ci chiederanno cosa di socialista o radicale e' stato fatto, ma cosa del programma della RNP e' stato realizzato.
LA RNP ha attratto e suscitato interesse (e ancora lo può fare) per il suo progetto, per le sue proposte politiche, non per i partiti che la compongono. SDI e Radicali Italiani hanno dimostrato l'inadeguatezza e la necessità di profondo mutamento ed innovazione della propria forma organizzativa.
Serve, dunque, una struttura che non riproponga schemi già esistenti, che sappia comunicare in modo realmente nuovo, che sappia attrarre soprattutto i giovani che sono quelli su cui maggiormente bisogna concentrarsi, che sicuramente sono interessati alle nostre proposte, ma probabilmente poco interessati al nostro passato, a riferimenti così lontani da diventare quasi incomprensibili, a discorsi che a volte assomigliano a quelli di reduci di battaglie vinte ma dimenticate. Per questo dobbiamo anche avere un linguaggio, un'immagine, un modo di comunicare davvero nuovo, per far giungere prioritariamente le nostre proposte per l'oggi e il domani, e poi interessare con il nostro passato che resta il materiale delle fondamenta della RNP ma che non deve essere confuso con la nuova casa in cui accogliere le forze per immaginare e realizzare il futuro.
In quest'ottica hanno per me una valenza tutta positiva le aggregazioni di quanti sul territorio cercano di dare corpo alle speranza della RNP, aggregazioni nate senza mettersi a conteggiare con bilancini o percentuali quanti sono i socialisti e i radicali, o a indagare da dove vengono quelli che non sono ne SDI ne Radicali Italiani, e che cercano invece di attrarre altri volenterosi per dare gambe alla RNP. Queste aggregazioni andrebbero fortemente stimolate, incoraggiate e supportate.
Va conquistato per la RNP uno spirito di team, una metodologia di lavoro dove la cosa fondamentale sia l'obbiettivo, e per raggiungerlo vi sia la massima disponibiltà ad ascoltare le poroposte altrui senza preconceti, sensi di superiorità o timore di tranelli e secondi fini.
Perché ciò sia possibile serve però che:
- da un lato lo SDI esca dalle sezioni in cui spesso si chiude per parlarsi addosso o intavolare discussioni che a volte ottengono solo il risultato di soddisfare l'ego degli oratori, dove si elaborano documenti pieni di dichiarazioni di principi generali ma ben poco si progetta iniziativa e proposta politica innovativa da portare ai cittadini e su cui cercare il consenso. Insomma, una maggiore spinta propositiva, il coraggio di innovare realmente per voler tornare ad essere davvero protagonisti di un vero cambiamento. Smettere la paura e decidere di correre con idee nuove;
- Dall'altro lato bisogna che Radicali Italiani sappia confrontarsi e ascoltare quanti sono intenzionati e disponibili dare gambe alle proposte della RNP ma vogliono poter essere soggetti attivi nell'elaborazione delle idee, poter essere autori e non semplici interpreti della costruzione del nuovo soggetto politico. Bisogna riuscire a comprendere che possono servire tempi più lunghi per recepire una proposta da quanti vivono la politica con passione ma devono fare i conti con la quotidianità e non hanno sempre a disposizione i mezzi della conoscenza per assimilare rapidamente un disegno politco. Bisogna saper spiegare e saper acettare anche questi tempi.
Un'aspetto però su tutti è prevalente, soprattutto per quanti si sono avvicinati e, se pur con sempre minore frequenza, si avvicinano alla RNP, riuscire a definire tempi e modi per la costruzione della RNP. Non avere tempi e modi certi vuol dire non solo perdere le potenzialità dei "nuovi", degli "altri", ma probabilmente perdere anche quanti all'interno dei vari soggetti si sono messi in gioco e hanno creduto profondamente, e non certo per interesse personale, al progetto politico della RNP.
Nessuno si illuda in caso di fallimento del progetto RNP di riuscire a conquistare l'adesione al proprio gruppo di chi ha creduto e sperato nella RNP.
Il destino di tutti sarebbe la scomparsa: i socialisti si troverebbero rinchiusi in un ghetto con al massimo la speranza di vedersi elemosinare qualche briciola di sottopotere dal partito democratico a patto, naturalmente, di stare buoni e zitti e non disturbare il manovratore (si pensi al trattamento riservato all'emendamento per inserire il pagamento dell'ICI sugli immobili della chiesa con finalità commerciali).
Radicali Italiani diverrebbe un gruppo sempre più sparuto di propositori di idee senza però alcuna possibilità di realizzarle, dei semplici testimoni sempre più muti perché non percepibili.
La RNP è una sfida e come tutte le sfide può essere persa, ma bisogna comunque giocarla fino all'ultimo con il massimo dell'impegno, senza remore o paure. Di questa sfida fa parte anche la questione amministrative. Sarebbe un errore non andarci, ma sarebbe un errore anche andarci per abitudine, per confermare un potere (ammesso che lo sia davvero) fatto più di consuetudine che di speranza. Facciamo in modo che le amministrative siano l'occasione per portare ovunque le proposte della RNP, si elabori una proposta territoriale globale, sulla linea di quanto più volte espresso ad esempio da Gianfranco Spadaccia, che sia portatrice di un nuovo modo di fare politica e di affrontare questioni fondamentali per il progresso e la salvaguardia del paese. Chi si candida assuma l'impegno formale di inserire questa indicazione nel suo programma, si assuma l'impegno di usare la visibiltà e le possibiltà in termini di mezzi che un'amministratore locale ha per portare tra i cittadini, e far conoscere, la proposta complessiva e rafforzare le iniziative della RNP. Questi impegni vengano assunti formalmente, in forma scritta.
Certo alle amministrative saranno molte di più le presenza SDI, come è accaduto la scorsa primavera, e dovremo quindi impegnarci per vedere di valorizzare le presenze nelle liste di radicali e di rappresentanti "altri". Esiste, e ne sono consapevole, la possibilità e forse la certezza di incappare in persone, per citare Belzoni al congresso di Radicali Italiani (dove, mi si consenta, la RNP non era assente ma ha goduto di spazio ed interesse), preoccupate non tanto della collazione politica ma del "collocamento" personale. Esistono però, e lo sappiamo, anche persone impegnate nelle amministrazioni per spirito di servizio, con la voglia di dare una mano per migliore il futuro di quei milioni di cittadini che compongono le comunità locali.
Allora starà da un lato ai vertici della RNP e in particolare quello SDI, a partire da Enrico Boselli, farsi carico dell'assunzione degli impegni formali e vincolanti per la presentazione della RNP alle amministrative, dall'altro lato starà ai radicali saper accettare la sfida e dimostrare di essere in grado di portare all'interno della RNP, sul territorio, l'indiscutibile capacità politica propulsiva per attrarre nuovi soggetti e saper coinvolgere l'elettorato d'opinione per farlo diventare anche militante, incidere nella politica locale con le proposte realmente innovative, dimostrare ancora una volta di essere capaci di cambiare la politca senza esserne cambiati.
Se il nostro costante ripetere che i cittadini sono molto più avanti della politica non è una stanca abitudine ma una consapevolezza, dobbiamo renderci conto che anche noi stiamo perdendo il passo e decidere di fare l'unica cosa che può farci recuperare il terreno perso: accettare fino in fondo con coraggio la grande sfida della Rosa nel Pugno.
Franco Fois - coordinatore regionale veneto RNP
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