Luca Coscioni è morto. Viva la sua battaglia


20 febbraio 2006 - Luca Coscioni Presidente di Radicali Italiani e dell’associazione per la libertà di ricerca che porta il suo nome si è spento. E’ morto un uomo che ha saputo fare della sua devastante malattia uno strumento di lotta politica, di impegno sociale, di vita. Luca non ha mai voluto essere un caso “umano” da compatire e a cui rivolgersi con pietismo, ha sempre voluto essere, ed è stato, leader politico di una lotta per l’affermazione della libertà di cura e di ricerca, per eliminare incomprensibili veti imposti da gerarchie ottuse che condannano all’arretratezza il nostro paese e a inutili sofferenze milioni di malati. Su queste battaglie, dall’immobilità della sua sedia a rotelle, ha saputo coagulare centinaia di uomine e donne di scienza di tutto il mondo e migliaia di persone, ma questo non gli è bastato per evitare l’emarginazione nella quale il suo impegno è stato relegato in Italia. Fortemente voluto da Luca nello scorso fine settimana si è tenuto a Roma il primo congresso mondiale per la libertà di ricerca scientifica, il congresso ha visto la partecipazione, assiema a Luca, di eminenti rappresentanti del mondo della scienza e della politica di numerosi paesi, fondamentali temi per lo sviluppo futuro sono stati trattati, nulla o quasi è stato fatto arrivare ai cittadini dai media.
Luca Coscioni sarebbe stato capolista alle prossime elezioni per la Rosa Nel Pugno, avrebbe portato la sua voce sintetizzata da un computer nelle aule parlamentari, avrebbe lottato per porre al centro del dibattito politico questioni fondamentali per l’oggi e il domani di tutti i cittadini, questioni riguardanti la vita e la morte. Luca è morto, ma la sua battaglia continuerà grazie alla forza che il suo sorriso e i suoi occhi ci hanno saputo dare in questi anni.
José Saramago, Premio Nobel portoghese per la letteratura, sostenendo la candidatura di Luca Coscioni alle elezioni del 2001, scrisse: “……Attendevamo da molto tempo che si facesse giorno, eravamo sfiancati dall’attesa, ma ad un tratto il coraggio di un uomo reso muto da una malattia terribile ci ha restituito un nuova forza. Grazie, per questo”.
Grazie Luca.

Franco Fois


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