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La buona riforma Moratti...allora, organizziamo le idee

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26 ottobre 2005 - Al di là del fatto che definire gli studenti dei "pecoroni" mi trova totalmente d'accordo, ci sono certe affermazioni dell'articolo del compagno (che sbaglia) Alessandro che non capisco.
Non vedo nella riforma elementi che introducano "meritocrazia e competitività" e che quindi possano debellare il sistema delle baronie con il loro "clientelismo parassitario".
Anzi, si può prevedere soltanto il mantenimento, o peggioramento, dello status quo.
Per assurdo, dov'è che sarebbe introdotta la tanto agognata meritocrazia?
Prolungando il precariato, e quindi assoggettando ancor di più le nuove leve al clientelismo?
Mantendendo lo stesso sistema di concorsi, quello che già ora non funziona? Non è stato introdotto nessun nuovo tipo di valutazione.
E la "competitività nelle, e fra, le università"?
Qui non so proprio di cosa si stia parlando...possiamo immaginarci la ricerca degli atenei umanistici in competizione con quella scientifica?...Qualcosa non quadra...
Tornando infine al discorso degli studenti, non credo proprio che quelli che non hanno alzato la mano in quell'aula di Padova conoscano la riforma, ci abbiano riflettuto e infine si siano schierati dalla parte della Moratti e contro i baroni...quasi viene in mente di paragonarli a quel 75% di persone che no hanno votato al "nostro" referendum...
Mattia Bordignon
Tesoriere di VenetoRadicale
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