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Il 60% dei veneti non è contrario all'eutanasia

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28 dicembre 2006 - I Veneti non sono contro l'eutanasia, ma quasi il 60% degli intervistati ritiene che ogni caso deve essere valutato singolarmente: la maggior parte di loro è contraria all'accanimento terapeutico, ma emerge la necessità di definire su questo tema regole precise.
Lo rileva un sondaggio di Panel Data - Istituto Veneto di Sondaggi di Padova, su un campione di 600 cittadini veneti. Il caso Welby, rilevano i promotori del sondaggio, ha sollevato una questione che ancora oggi non ha trovato una soluzione e che genera prese di posizione contrastanti: meno del 30% dei Veneti è contrario all'eutanasia, ma la maggior parte ritiene che bisogna valutare ogni caso singolarmente (58,7%).
Anche tra coloro che si dichiarano cattolici praticanti l'apertura verso questo tema è significativa e solo il 40% si pronuncia in maniera netta contro l'eutanasia, considerando la vita un dono ed in quanto tale nessuno ha il diritto di decidere sulle sue sorti. In maniera quasi unanime gli intervistati si schierano poi contro l'accanimento terapeutico, ma approvano l'utilizzo di farmaci per ridurre le sofferenze del malato, se questo viene effettuato senza eccessivi abusi. Curare sì, ma senza dover a tutti i costi combattere malattie che non lasciano alcuna speranza: quasi l'80% si dichiara infatti contrario alla possibilità di mantenere in vita una persona allo stato vegetativo e che non ha alcuna speranza di miglioramento.
Una delle questioni su cui le istituzioni e gli organi competenti dovranno discutere maggiormente sarà stabilire a chi dare la responsabilità di staccare la spina se il malato non fosse cosciente e non potesse quindi esprimere la propria volontà: per gli intervistati l'ultima parola deve spettare ai famigliari (62,8%), al di là dei pareri dei medici e delle sentenze dei giudici, mentre permane uno «zoccolo duro» (20,9%) che si dichiara completamente contrario all'applicazione dell'eutanasia. La possibilità di creare un «testamento biologico» e ricorrere dunque all'eutanasia sulla base della volontà che il malato ha espresso quando era ancora cosciente trova il favore di oltre tre quarti degli intervistati, mentre una maggiore distribuzione delle risposte si ha considerando l'opinione dei Veneti sulla presa di posizione della Chiesa, che si oppone alla legalizzazione dell'eutanasia. Il 36% si dichiara completamente d'accordo, mentre poco meno di un terzo si esprime in maniera opposta, soprattutto i cattolici non praticanti e quelli appartenenti ad altre religioni.
Infine facendo riferimento allo specifico caso di Welby, la possibilità che il medico che ha staccato il respiratore possa incorrere a provvedimenti giudiziari - sottolineano i ricercatori di Panel Data - mette nuovamente in evidenza la necessità di definire al più presto delle regole precise: il 41% degli intervistati infatti ritiene giusto che venga avviato un procedimento giudiziario in quanto l'eutanasia non è stata ancora legalizzata e non sono ancora stati definiti i criteri con i quali poterla applicare.
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