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José Saramago, Sidney Altman, Kenneth J. Arrow, Baruj Benacerraf, Paul Berg, Sir James Black, Guenter Blobel, Herbert C. Brown, Steven Chu, Stanley Cohen, Claude Cohen-Tannoudji, Robert F. Curl.
Cos'hanno in comune queste persone?
Almeno due cose: la prima è di essere tutti insigniti del premio Nobel, la seconda è di far parte dell'elenco di 50 premi Nobel ed oltre 2000 tra scienziati, ricercatori e docenti universitari che appoggiano la lotta per la libertà di ricerca scientifica portata avanti dall'associazione Luca Coscioni.
Il 17 e 18 gennaio si è tenuto, a Roma, il secondo congresso dell'associazione cui hanno partecipato numerosi medici e ricercatori provenienti da vari paesi del mondo. Tra i temi più dibattuti quelli relativi agli impedimenti posti al progresso della ricerca scientifica e conseguentemente allo sviluppo di nuove terapie mediche. Molti inteventi hanno evidenziato come la ricerca sulle cellule staminali embrionali, vietata in Italia dalla nuova legge sulla procreazione medicalmente assistita, sia riconosciuta la più promettente per la cura di malattie degenerative quali, ad esempio, alzheimer e parkinson. Le argomentazione portate dai ricertarori hanno ulterioremente reso sconcertanti le scelte dei nostri legislatori i quali hanno deciso non soltanto di vietare il ricorso alla fecondazione eterologa, non soltanto di rendere proibitivo per le donne sopra i 35 anni accedere a questo tipo di cure, ed estremamente gravoso per le donne più giovani, ma anche di vietare definitivamente ogni forma di ricerca sulle cellule staminali embrionali. Con queste scelte, assolutamente ossequiose ai dettami religiosi e totalmente indifferenti al concetto di stato laico, si è stabilito essere prevalente la salvaguardia di 6 cellule (questo è un embrione) rispetto alla possibilità di trovare, in un futuro non troppo lontano, una cura o un sollievo per le sofferenze di milioni di ammalati. Tali scelte oltre ad incrementare la "fuga di cervelli" per fermare la quale le promesse di stanziamenti alla ricerca si sprecano, hanno un ben più dannoso risultato, infatti, non potendo fortunatamente fermare la ricerca negli altri paesi, consentono di mettere le basi per un fiorente "turismo sanitario" che porterà i malati, ovviamente solo i più ricchi, a cercare all'estero quelle cure negate nel nostro paese.
Ancora una volta per la difesa delle libertà individuali e dei diritti civili scendono in campo i radicali, sono loro infatti gli unici, con la bellissima eccezione del Senatore repubblicano Antonio Del Pennino, a fare di questa battaglia un punto centrale del proprio impegno politico, uno spartiacque per la difesa della laicità dello Stato. Uno Stato che ogni giorno sembra sempre più genuflesso davanti alle gerarchie vaticane, uno Stato che sembra non riconoscere più la differenza fra reato e peccato, uno Stato incapace di rifiutare la logica del "io non lo farei, quindi tu non lo devi fare" proveniente dalle forze più oscurantiste e clericali. Nasce dal Partito Radicale l'associazione fondata da Luca Coscioni, un uomo malato di sclerosi laterale amiotrofica il quale ha deciso di trasformare quello che per molti dovrebbe rimanere solo "un caso sanitaro" in uno strumento di lotta politica, un uomo che dall'immobilità a cui è costretto ha trovato la forza per dare corpo alle speranze di milioni di ammalati.
Purtroppo di tutto questo, di quanto emerso e dibattuto nei due giorni di congresso nulla si è saputo, nulla gli italiani hanno potuto leggere sui giornali o vedere alle televisioni.
Davvero strano paese il nostro, un paese in cui si è sempre pronti a dire e scrivere che i politici non s'interessano ai problemi quotidiani della gente, quando però dei politici si battono per far progredire la ricerca scientifica, con lo scopo di garantire a tutti un diritto fondamentale come quello alla salute, nessuno lo deve sapere, un paese interessatissimo alla lite Bonolis-Ricci, o al numero di rughe tolte al Presidente del Consiglio, ma assolutamente indifferente a notizie riguardanti il futuro di milioni di persone.
Franco Fois Segretario Associazione Radicale di Treviso
e Venezia
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