I Radicali: «Una regione-stato all’americana»

No alla revisione della legge sulla par condicio, sì al Veneto come regione-stato all’americana. Sono alcune delle idee uscite ieri dal secondo congresso dell’Associazione Radicale di Treviso e Venezia. All’incontro, tenutosi in mattinata nel municipio di Mestre, erano presenti l’europarlamentare della Lista Bonino Marco Cappato e i membri della direzione nazionale Michele De Lucia e Raffaello Ferraro. Ferraro ha tracciato il bilancio del gruppo locale a 15 mesi dalla nascita. «Abbiamo sostenuto la moratoria mondiale per la pena di morte, l’entrata di Israele nell’Ue, la solidarietà a Tibet e Cecenia. Ma il gruppo ha anche supportato le battaglie per la disdetta della tessera sindacale oppure contro la legge Fini sulle droghe. È stata poi presentata la proposta di legge per l’erogazione gratuita delle medicine di fascia C ai pazienti non ospedalizzati e in condizioni di povertà». Poi il rapporto informazione-media: «Se passerà la proposta di revisione della par condicio, Berlusconi sarà il curatore fallimentare della democrazia. Il presidente del Consiglio vuole assegnare gli spazi televisivi a seconda dei risultati delle elezioni precedenti. Se nel ’94 fosse esistita una legge simile, Forza Italia non avrebbe avuto un minuto a disposizione». Uno striscione ricorda che i radicali si battono per la “riforma americana delle istituzioni, della giustizia e dell’economia”. «Contro i tracolli delle imprese gli Usa hanno un sistema di anticorpi diverso – spiega Michele De Lucia - e dopo il caso Enron hanno adottato una normativa ferrea sul falso in bilancio. In Italia invece si è proceduto alla depenalizzazione».