Diritti civili, sviluppo economico del paese. Questi i temi affrontati a Mestre e a Treviso nei due incontri a cui ha partecipato Daniele Capezzone assieme a rappresentati della politica locale, dell'associazionismo e del mondo accademico. Temi come i PACS e la sburocratizzazione dell'economia sono da sempre nell'agenda politica dei radicali e fanno parte del progetto politico della rosa nel pugno, non è un caso quindi se questi incontri sono stati organizzati da rappresentanti dell'associazione venetoradicale all'interno di un'aggregazione più ampia di persone che si riconoscono nella rosa nel pugno. E che vorrebbero continuare a riconoscersi.
Il primo incontro della giornata dal titolo "vivere in pacs, la società è cambiata" ha visto a Mestre oltre a Daniele Capezzone la particpazione di Francesco Bilotta, docente di diritto privato dell'università di Udine, Gaetano Sirone, capogruppo SDI al comune di Padova, Franco Fois,coordinatore regionale Rosa nel Pugno e componente comitato nazionale di Radicali Italiani, e, in sostituzione di Alessandro Zan rimasto a Padova per la consegna dei primi certificati di famiglia anagrafica, Enrico Peroni della segreteria regionale arcigay. Assente per motivi di salute il consigliere comunale di Venezia di rifondazione comunista Sebastiano Bonzio il quale ha recentemente presentato, in accordo con il coordinamento veneziano della rosa nel pugno, una mozione in consiglio comunale che riprende quella già approvata al comune di Padova sulle famiglie anagrafiche.
Partendo dall'illustrazione del "caso" padovano sul riconoscimento delle famiglie anagrafiche si è sviluppato un dibattito ampio che ha cercato di toccare un po' tutti i punti della questione con particolare attenzione al fatto che il riconoscimento delle coppie di fatto non toglie nulla ma semplicemente amplia la sfera dei diritti di cui, volendo, ci si può avvalere. Tanto il professore Bilotta quanto Daniele Capezzone hanno posto l'accento sul rischio che una cattiva legge sui PACS fatta con un compormesso al ribasso e senza un chiaro riconoscimento soprattutto dei diritti delle coppie omosessuali, rischirebbe di divenire una pietra tombale sotto la quale seppellire ogni tentativo di rinnovamento della società in materia di unioni civili. L'alibi del "questo è il massimo compromesso possibile" servirebbe per dire no ad ogni rivendicazione di diritti.
Capezzone ha voluto anche sottolinere come le gerarchie vaticane nonostante la forte pressione ed ingerenza, talmente visibile che l'affannarsi a smentire dichiarazioni relative a incontri, scambi di lettere e telefonate tra rappresentanti del vaticano e della politica nazionale non è bastato a non farle apparire a tutti assolutamente verosimili, abbiano ormai già perso la loro battaglia. Ormai le coppie di fatto sono un vissuto di molti cittadini e il resistere ad un loro riconoscimento giuridico è destinato inevitabilmente alla sconfitta. Fondamentale sarà porre attenzione sul contenuto del disegno di legge che il governo si appresta a licenziare per il dibattito in parlamento.
Le domande conclusive del pubblico intervenuto in buon numero hanno ancora una volta reso evidente come i cittadini siano più avanti rispetto ad una classe politica impegnata in incomprensibili discussioni che sembrano avere il solo fine di garantire la permanenza al potere.
Molti, e difficilmente sintetizzabili in modo adeguato, gli spunti forniti da tutti gli oratori emersi nell'incontro che merita sicuramente di essere riascoltato e la cui registrazione integralmente effetuata da Radio Radicale si trova a fondo pagina assieme agli articoli apparsi sulla stampa locale.
L'incontro del pomeriggio a Treviso dal titolo "Liberalizzare, sburocratizzare, delegiferare", anch'esso registrato integralmente e disponibile a fondo pagina, è stato preceduto da due riunioni in cui Daniele Capezzone ha avuto modo di confrontarsi con una rappresentanza degli agenti assicuratori, settore in grande fermento a seguito delle nuove normative che prevedono tra l'altro la possibilità di offrire polize di più compagnie, e rappresentanti di categoria di industriali, artigiani e commercianti del trevigiano. Due momenti importanti perché hanno consentito di instaurare un dialogo con rappresentanti di realtà produttive particolamente importanti nel nordest e che a volte in maniera sbrigativa vengono dipinte come composte esclusivamente da evasori fiscali. Proprio su questo fronte Capezzone ha sottilineato come sia indispensabile un cambio di approccio da parte del governo, non più quindi un attegiamento punitivo ma una ricerca di collaborazione per agevolare la crescita e l'innovazione di quella piccola e media impresa che rappresenta larga parte della della nostra economia. Particolare rilievo assume di conseguenza il progetto di legge che riduce drasticamente i tempi per l'avvio di un'attività commerciale, la famosa legge 7 giorni per un'impresa che da molte parti del mondo produttivo viene vista con grande favore.
Questi argomenti sono stati anche al centro dell'incontro pubblico al quale hanno partecipato assieme a Capezzone, Giampaolo Sbarra, consigliere comunale di Treviso, Raffaele Ferraro, della Rosa nel Pugno di Treviso e componente comitato nazionale di Radicali Italiani, e Romualdo Zoccali, consigliere comunale di Padova della SDI, in sostituzione il consigliere regionale Carlo Covi assente per impegni improvvisi.
Nel suo intervento Capezzone ha in particolare posto l'attenzione su come non sia possibile continuare con una politica che per la quarta legislatura consecutiva rischia di non fare riforme strutturali, prefigurando così una pesante sconfitta per il paese nel campo economico. Altro rischio da scongiurare per il centrosinistra, se non vuole passare all'opposizione i prossimi dieci anni, è quello di continuare a non porre la giusta attenzione alle piccole e medie imprese che nel nostro paese rappresentanto il 98% del tessuto produttivo ma le cui necessità sembrano essere assenti dall'agenda del governo.
In un panorama dove i politici sembrano più attenti a non cadere che ad innovare diventa indispensabile impegnarsi per una politica che si occupi più dei contenuti che dei contenitori, superando logiche di appartenenza che impediscono la realizzazione di provvedimenti efficaci per il paese. Assume di conseguenza importanza, e degno di grande attenzione, il tentativo che a Treviso personalità che si riconoscono nella rosa nel pugno, nonostante le innegabili difficoltà del soggetto a livello nazionale, stanno cercando di fare per una politica che sappia agggregare quanti sentono la necessità di un vero cambiamento di rotta della politica anche a livello locale.
In conclusione di giornata si può dire che tanto sul fronte dei diritti civili quanto su quello delle riforme economiche i segnali che giungono dal governo non sembrano indicare la volontà o la capacità di scelte coraggiose e realmente innovative per il paese. Auguriamoci che tra qualche mese, rileggendo queste note, i fatti ci abbiano smentito.
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